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Inquisizione e stregoneria a Milano

compendium maleficarum 1626Nella lunga storia dell'umanità tutti sappiamo che vi sono stati, oltre a tempi di pace e tranquillità, periodi di guerre, carestie, pestilenze, insomma difficili. Uno di questi è stato il periodo caratterizzato dalla presenza della stregoneria e relativa inquisizione, di cui anche Milano non ne è stato esente.

Un personaggio milanese legato all'Inquisizione è stato tale Francesco Maria Guaccio o Guazzo, nato a Milano intorno al 1570. Frate dell'Ordine di San Barnaba poi passato, in quanto unitosi, nell'Ordine di Sant'Ambrogio ad Nemus o dei Fratelli Ambrosiani, ordine poi soppresso nel 1643. Lettore di teologia e probabilmente membro dell'Inquisizione esperto di stregoneria. Compì viaggi di perfezionamento in diversi paesi dell'Europa e, nel 1605, convocato nel ducato di Clèves per un processo a carico del duca John Williams. La sua popolarità la si deve alla Curia milanese che gli ordinò, anche se non vi è la certezza assoluta, di redigere un testo che disciplinasse la conoscenza inquisitoria e le arti stregonesche, nasce così un trattato di demonologia col titolo "Compendium maleficarum", stampato in Milano nel 1608, ristampato successivamente, sempre a Milano nel 1626. Nel 1907 il Guaccio si trova sul Lago Maggiore, nell'Eremo di Santa Caterina del Sasso, così come si ricava da un atto notarile, in qualità di "provincialis provinciae Madiolanensis Ordinis Sanctii Ambrosii ad Nemus", in veste di testimone, con altri quattro frati, per un prelievo di una preziosa reliquia delle spoglie del beato eremita Alberto Besozzi, di cui si raccontava che avesse stretto un patto col demonio in cambio di ricchezza e fortuna, ma che successivamente si fosse redento ritornando nel seno di Dio. Si deve inoltre al Guaccio la decorazione della saletta del capitolo di Santa Caterina, certificato da uno stemma  con un Leone rampante recante la scritta "Gracie al Guaccio".

stregheIl testo scritto dal Guaccio si compone di tre libri suddivisi in vari capitoli. Nel primo libro vi sono 20 capitoli dove vengono fissati i punti fondamentali della materia e discusse alcune obbligate questioni, tra cui quella della possibilità che le streghe possano spostarsi in volo, descritte, anche con disegni. Nel libro secondo vi sono descritte tutte le fasi del "patto diabolico e del sabba", dei "diversi generi di malefici" come ad esempio sui "legamenti, incendiari, amore e odio et altro ancora" e questione tipicamente dottrinarie. Sono altresì affrontati temi che esulano strettamente dalla materia come ad esempio: il nesso che lega il patrimonio folcloristico delle credenze popolari, oppure i pronostici che i contadini erano in grado di fare e alle varie superstizioni presenti tra il popolino. Nel  libro terzo si dedica invece a proporre i rimedi, divini e naturali, contro i fenomeni diabolici, e che prevede esorcismi contro le tempeste e la grandine, le benedizioni contro le infestazioni di parassiti, contro i malefici e altre formule. Il testo si chiude con un lunghissimo "Esorcismo" seguito da una serie di formule liturgiche da impiegarsi contro le varie insidie diaboliche.

In un vecchio racconto milanese, legato alla stregoneria, si narra che le streghe temono il canto del Gallo poiché questo animale non ama la notte e con il suo canto, annunciando il giorno, sconfigge i demoni della notte, ed è risaputo che al primo canto del gallo le streghe devono aver già fatto rientro alle proprie dimore. Inoltre il gallo è simbolo solare e quindi di resurrezione e del trionfo di Cristo il giorno del Giudizio.

Un'altra pagina di storia della nostra amata Milano.

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