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La scapigliatura e il primato milanese

scapigliaturaIl 1861, l’anno dell’unità d’Italia, segna anche l’inizio di un periodo di particolare importanza per il nostro Paese, ma soprattutto per la città di Milano, che si apre con la morte di Camillo Benso conte di Cavour  e con la conseguente “tempesta” culturale di cui i principali protagonisti sono un gruppo di giovani, tra i 20 e i 35 anni, per lo più scrittori lombardi ricchi di ingegno e creatività: gli scapigliati.

La Scapigliatura è la maggiore rappresentante della crisi e confusione che segue, tra i letterati, l’unità d’Italia e testimonia, in modo del tutto rinnovato, il passaggio dalla poesia alla prosa.

Milano rappresenta la città ideale per l’affermazione del movimento scapigliato, non solo perché rievoca l’atmosfera nebbiosa dei navigli, cara a molti poeti, o per gli atteggiamenti anticonformisti che vi si incontravano, ma soprattutto perché, in questa città, i letterati vengono in contatto per la prima volta con le contraddizioni che l’urbanesimo moderno comporta in particolar modo nella percezione della realtà. Non a caso quando si parla di Milano, in riferimento al periodo scapigliato, si pensa a Parigi poiché la capitale francese era un modello urbano, per ritmi di vita e dinamismo mercantile, che Milano iniziava a rappresentare.

Ad ogni modo, la città italiana, risulta essere la prima realtà industriale nel nostro Paese e ciò trova supporto nell’inaugurazione, nel 1963, del Politecnico, che arriva a sfornare futuri ingegneri, mentre nel 1965 nasce la Banca Popolare. Infatti, per esempio, nel 1872 si verificano due episodi significativi:

  • si laurea proprio al Politecnico Gian Battista Pirelli, ad oggi nome importante della città, che apre uno stabilimento per il trattamento della "gomma e guttaperca",
  • Eugenio Cantoni trasforma l'azienda cotoniera in moderna società per azioni.

Inoltre nel 1875 Ernesto De Angeli parte da un'antiquata tintoria per trasformarla in una fabbrica all'avanguardia nello stampaggio dei tessuti; mentre i fratelli Bocconi, nel 1877, inaugurano il primo “grande magazzino”.

Insomma Milano diventa la principale rappresentante del movimento scapigliato grazie al suo sviluppo urbanistico e ai passi fatti in avanti verso lo sviluppo economico - finanziario, ispirandosi al modello per eccellenza che è rappresentato della mondanità parigina. Infine tutto questo viene testimoniato proprio dalle opere di Boito, Dossi e altri che, non riuscendo a delineare con precisione i tratti della vita intensa e “nuova” della città, mostrano, attraverso i loro scritti, di come sia avvenuto tale impatto e di quali segni profondi abbia lasciato.

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