Le origini del Carnevale

Skyphos-carro-navaleÈ difficile ricostruire l'origine della parola "Carnevale". Alcuni ritengono che derivi da "carnem levare" o da "carne(m) vale" cioè "abbandonare la carne" e "addio alla carne" in riferimento alla dieta indicata nel periodo pasquale.
Negli ultimi anni però sta prendendo piede l'ipotesi di una diversa etimologia della parola: "currus navalis", ovvero "carro navale", deformato poi in "car(rus) navale". Proprio questo oggetto sarebbe l'antenato degli odierni carri della sfilata carnevalesca infatti già più di 25 secoli fa esistevano feste attiche chiamate Antesterie (feste dei fiori e del vino) nelle quali veniva portato in processione il simulacro del dio Dioniso su un carro a forma di nave con le ruote, in memoria dell'episodio del dio contro i pirati che lo rapirono.

I partecipati inoltre intonavano canti, ballavano, bevevano vino e si lasciavano andare ad atteggiamenti irrazionali come orge e scherzi.
La tradizione del carro navale sarebbe forse giunta a Roma grazie a correnti filelleniche ma soprattutto tramite il culto di Iside, diffuso nella capitale dal I secolo a.C.: alla dea egizia infatti era dedicato il "Navigium Isidis", una teoria di persone mascherate che lanciavano petali e fiori durante il passaggio di una nave sul Tevere con la statua della dea.
Altro punto comune tra il nostro Carnevale e le Antesterie è il periodo: queste feste ateniesi cadevano tra febbraio e marzo e duravano tre giorni nei quali si onoravano l'ebrezza dionisiaca, la ierogamia e il sesso, il mistero dell'Aldilà e il mondo dei defunti.Skyphos-attico-pittore-Teseo-BritishM-500aC
Così come per la celtica festa di Samhain (poi Halloween) e per la romana celebrazione dei Lemuria, questi antichi rituali connettono strettamente la maschera col mondo dei morti e delle paure più ancestrali dell'umanità e, al contempo, troviamo una componente fortemente irrazionale con l'obiettivo di sovvertire l'ordine costituito e onorare il caos primordiale.
Di tutte queste manifestazioni antiche oggi è rimasto l'uso delle maschere e il lancio dei coriandoli in sostituzione dei petali e dei fiori.

Bibliografia

Sul Navigium Isidis si veda Apuleio, Metamorfosi, XVI 

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