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Mediolanum. Alla scoperta della Milano romana

Quella che oggi è vista come la metropoli dedita al valore monetariale, venti secoli fa, era considerata sotto un'altra luce, come la capitale dell’Impero d’Occidente, la cui origine, risalente ai Galli, e che significa “in mezzo alla pianura o in pianura”, era il centro spirituale per centinaia di fedeli. Uno scheletro architettonico che mostrerà la sua grandezza e importanza attraverso i suoi monumenti (terme, ponti, basiliche, mercati, domus, mura, vie colonnate, anfiteatro, archi, ecc.).

La sua origine ha radici multietniche. Fu meta infatti, di molti popoli barbarici, che vi s’insediarono e stanziarono in quella che fungeva da centro, l’”urbe”, portando con sé costumi, tradizioni, culture, riti e che ora, attraverso i ritrovamenti archeologici, possono rivivere raccontandoci la loro storia.

Il promotore di questo potere politico fu l’Imperatore Valentiniano che dal 365 avviò una sorta di restaurazione sociale-religiosa che continuò fino al 402. Ma ci fu un aspetto dominante e incisivo che portò a una svolta: la religione e il culto dei morti. Ma quali furono i simboli che rispecchiarono la società nelle sue innumerevoli sfaccettature nella Milano dei primi secoli? Le necropoli e i cimiteri.

Questi luoghi potevano fungere oltre che da luogo di culto, anche come rifugio per le persecuzioni che subirono i primi cristiani da parte dei pagani.

Per conoscere la loro storia, bisogna tornare a ritroso nel tempo di duemila anni, nel sottosuolo, per scoprire che sotto ai nostri piedi, vive quella Milano romana ormai dimenticata, dove, vi si aprirà, un mondo fatto di memorie nascoste racchiuse in un’epigrafe, o in tombe che sembrano vogliano ancora preservare le spoglie dei a Milano: i resti sopravvissuti di una necropoli situata sotto l’attuale chiesa in Sant’Eustorgio che custodisce, come uno scrigno inviolabile tesori, manifesto di una mescolanza religiosa ormai consolidata; o ancora l’eccezionale ritrovamento di una vasta necropoli che riportò alla luce (tra la fine degli anni 80’ e inizi degli anni ’90) 800 tra tombe a inumazione e incinerazione, accompagnate da un consistente corredo numismatico e di altro materiale che poté essere datato tra il I sec. a. C. e il V sec. d. C. nei pressi dell’Università Cattolica di Milano, la cui zona fu utilizzata a intervallo anche come centro abitativo e agricolo.

Grazie a studi approfonditi si è potuta verificare, una diversità che spaziava dalla sfera religiosa, a quella ideologica, sociale, etnica, ecc.,.

Riemerge, infatti, uno spaccato della società romana che mostra come l’urbe fosse una metropoli ideologicamente aperta, come ci dimostrano i numerosi templi dedicati agli dei pagani dislocati in tutta la città, ma al contempo quanto i suoi abitanti fossero fortemente radicati nei loro antichi riti, anche dopo la morte, prediligendo un proprio spazio sacro, come si evidenzia dalla necropoli citata poc’anzi, dalla quale non riemersero tracce di sepolture cristiane.  

Necropoli Sant’Eustorgio (acessibile dal portone sul lato sinistro della basilica, con biglietto per il Museo di Sant'Eustorgio)

Orari: tutti i giorni h. 10:00 - 18:00

Biglietti: intero € 6, ridotto over 60 € 5

Sant’Ambrogio: attualmente i resti rinvenuti nell’area della necropoli sono in fase di studio e analisi presso la Società Lombarda di Archeologia, mentre la medesima area è sottoposta a nuovi lavori per la costruzione di box sotterranei e una zona pedonale alberata in superfice.

Francesca Zazzetta

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