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Milano e le sue vie: come mai questa via si chiama così?

5giornateTutti ne siamo a conoscenza, ogni città e ogni paese è dotato di vie, viali e piazze, tuttavia non è sempre stato così, infatti, è solo durante la dominazione austriaca, siamo nel 1785, che viene imposto di dotare di insegne e numeri civici città e borghi.

Solo però con la costituzione del Regno d'Italia Milano si decise a trasformare e migliorare la sua toponomastica abbandonando la numerazione progressiva per dotare le vie di una propria numerazione civica che partisse dal Duomo, centro della città, con i numeri dispari sul lato sinistro e quelli pari sul lato destro. Altro passo importante che si è dovuto fare è quello di scegliere il nome da dare alle vie, viuzze, viali, piazzette, piazze, slarghi, senza tralasciarne nessuna.

Le possibilità di una vasta scelta non mancavano, dalle vie che vedevano la presenza di artigiani, come ad esempio via Spadari, via Orefici, via Berettari che poi divenne via Cappellari, e altre ancora. Altra ispirazione venne data da personaggi storici spesso legati a famiglie nobili, come ad esempio  gli Arcimboldi, da cui l'omonima via, oppure i Bigli, famiglia nobile di origine milanese e Conti di Saronno e altre titolate.

Personaggi legati alla storia della città o dell'Italia, come via Francesco Sforza, Tommaso Grossi, Tito Speri, Giuseppe Garibaldi, Pietro Verri eccetera; oppure a poeti come Carlo Porta, a musicisti del calibro di Giuseppe Verdi, a personalità legate alla Chiesa come la Piazza Cardinal Ferrari o a santi come San Carlo Borromeo, san Francesco d'Assisi, sant'Eustorgio e altri ancora; a scrittori come Alessandro Manzoni o giornalisti famosi come Indro Montanelli. Altra scelta cadde sulle Porte della città, ed ecco Corso di Porta Romana, Corso di Porta Ticinese, eccetera.

Monumenti importanti hanno dato il loro contributo, vedi ad esempio Piazza Duomo e Piazza Castello.  Per rendersi conto di ogni via, piazza o altro di Milano, basta munirsi di una piantina della città e il gioco è fatto, tuttavia, al di là delle più note e di cui si conosce la motivazione, vi sono vie ai più curiosi fanno sorgere la domanda di "come mai questa via si chiama così?".

Per soddisfare questa lecita curiosità ne riporto alcune.

  • Piazzale Dateo. Questi era un arciprete che fondò a Milano nel 787 il primo brefotrofio, ossia  un Istituto per accogliere e assistere i neonati abbandonati.
  • Via Dei Disciplini. La via deve il nome all'antica Confraternita dei Disciplini della Morte, presenti in città. Dopo la loro scomparsa, la via divenne lussuosa sede del vizio poiché vi era una casa di piacere che ospitava anche donne straniere. 
  • Via Bagutta. Nel dialetto meneghino col termine "bagà" si suole intendere un buon bevitore di vino, infatti, con il termine "baga" – non accentato – si vuole intendere un otre contenente del vino, tutto questo per sottolineare che la via Bagutta identificava la "via dei bevitori". Oggi esiste il Premio Letterario Bagutta, che prende il nome da una antica trattoria di Milano, ritrovo di scrittori, ertisti e giornalisti.
  • Via Chiossetto. Traversa di via Visconti di Modrone, deve il suo nome al termine dialettale lombardo "Ciusèt" col significato di via stretta, storta e brutta.
  • Via Pasquirolo. Via posta nel centro della città, un tempo si chiamava "Pascairolo", ovvero piccolo pascolo, poiché nel vicino prato vi erano animali che pascolavano. Prima ancora però la strada era nomata "vicolo del Zenzuino", nome di una antica osteria ivi presente e nel cui cortile cresceva un albero di giùggiolo o zìzzolo, che nel dialetto meneghino diventa "zenzuin".

 

L'interessante excursus tra il nome delle vie e il loro significato potrebbe continuare, scoprendo così altre curiosità, tuttavia, essendo un semplice articolo, non posso dilungarmi troppo, spero solo di aver stimolato una sana curiosità sulle vie della nostra Milano.

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