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Perché Halloween piace tanto

halloweenIn questi ultimi anni, anche in Italia ha preso sempre più piede la festa di Halloween, già da tempo nota nel mondo anglosassone.

In breve, il percorso storico di questa festa nasce dall’Irlanda celtica, terra della magia druidica e del fitto rapporto uomo-natura in ogni sua manifestazione, compresa quindi quella finale ed estrema: la morte. I popoli celtici popolarono vaste zone dell’Europa e quindi diffusero le proprie credenze dalla Spagna alla Pianura Padana, dalla Gran Bretagna alla Provenza.

Fino a non molti decenni fa, e fortunatamente alcuni focolai culturali resistono ai giorni nostri, in molte regioni d’Italia si organizzavano macabre sfilate di mostri e maschere terrificanti, durante vari periodi dell’anno anche diversi dal 31 ottobre, che ricordano molto Halloween.

La tradizione di lasciare torte e dolci sui davanzali delle finestre risale al Medioevo e a sua volta dalle festività romane dei morti: a febbraio dal 13 al 21, cadevano i Feriali o Parentalia, ricorrenze in memoria dei parenti a cui si portavano cibi sulle tombe e, dal 9 al 13 maggio, durante i Lemuria, giorni nefasti in cui gli spiriti degli antenati defunti (lemures) tornavano sulla Terra per visitare le dimore in cui avevano vissuto. Dunque, nella Mediolanum di circa 2000 anni fa avremmo assistito alla scena in cui il nostro pater familias avrebbe recitato formule sacre mentre gettava fave nere dietro le proprie spalle per ben nove volte, secondo la tradizione voluta da Romolo per placare lo spirito del fratello Remo da lui ucciso. Il legame cibo-defunti per propiziare le anime dei morti potrebbe essere esistito anche nel mondo celtico da cui il mondo romano potrebbe aver attinto spunti durante il contatto diretto delle due civiltà, attorno al III-II secolo a.C.

La chiesa cristiana poi, nel suo continuo diffondersi in età romana, ha dedicato durante il Medioevo il primo novembre alla festa di Ognissanti (che per essere tali devono essere prima morti) ed il 2 novembre alla commemorazione dei defunti. Non è un caso che queste due ricorrenze si trovino subito dopo la festa celtica di Samhain (31 ottobre) da cui deriverebbe il moderno Halloween (contrazione inglese moderna di All Hallows’ Eve cioè Ognissanti).

La leggenda irlandese della Lanterna Jack si inserisce nell’ottica cristiana per spiegare l’antico dualismo delle lotta tra bene male.

Ma perché Halloween piace tanto anche al di fuori dei paesi anglosassoni? Sicuramente un motivo è quello commerciale grazie al quale si ingigantisce una festa per fare soldi ma il sistema durerebbe poco se non ci fosse dietro un reale interesse dal basso: la gente, presa dai continui ritmi, dalla tecnologia, dall’arrivismo della modernità non ha dimenticato ancora del tutto la propria interiorità, le domande sulla vita e la morte che assillano l’umanità dalla notte dei tempi, i timori ancestrali del buio e del mistero, il fascino per il paranormale e l’irrazionale, i rapporti di affetto con persone che non ci sono più ma che ci tramandano un patrimonio immateriale enorme. Halloween non è soltanto una festa pagana ma è anche un rapporto quotidiano che portiamo dentro di noi quando affrontiamo le paure, l’ignoto, quando guardiamo il cielo di notte alla ricerca di risposte senza alcun vaglio scientifico ma solo con la consapevolezza che siamo tutti di passaggio su questo pianeta.

Stefano Todisco

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