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Scoperto il "triangolo di Minerva" tra Lombardia e Veneto

triangolo di minerva

Manerbio, Manerba del Garda, Minerbe: tre città con un’unica radice, quella che rimanda alla dea romana Minerva, l’abile guerriera protettrice delle arti, dei mestieri e del sapere intellettuale.

  1. Manervium era l’odierna Manerbio (BS) sul cui suolo è stata trovata un’ampia ed importante necropoli romana prossima ad un piccolo villaggio rurale, dove sono stati rinvenuti pregiati reperti che vanno dal I secolo a.C. al III d.C.

Minervae arx era il possibile nome antico di Manerba del Garda (BS). Sul promontorio roccioso prospiciente il lago di Garda, i numerosi scavi, condotti dalle università di Padova e di Birmingham tra 1995 e 2001, hanno portato alla luce i resti di un tempio romano dedicato a Minerva, coperto poi dall'imponente e suggestiva Rocca i cui ruderi sono oggi visibili insieme agli oggetti custoditi nel piccolo museo.

La pieve di Manerba del Garda presenta un'epigrafe romana, reimpiegata come materiale da costruzione, che ci parla di un Caio Lucrezio, seviro augustale del territorio tra Brescia e Trento.

Minervinus vicus doveva probabilmente essere il nome latino di Minerbe. Qui, tra Ottocento e Novecento sono state trovate molte anfore cinerarie romane e sembra che la chiesa di San Zeno abbia sostituito il tempio di Minerva ivi ubicato, come lascerebbe supporre un’epigrafe inglobata nelle mura dell’edificio cristiano.

È quasi certo che in questa zona segnata dal triangolo posto a sud del lago di Garda, vi sia stato in epoca romana un forte culto della dea Minerva, ben radicato nella popolazione urbana e rurale.

Nella zona si sono trovati altri templi e santuari dedicati alla dea, i più famosi quelli di Breno (BS) e Marano di Valpolicella (VR).

statua di minerva musei capitolini

È quindi possibile che il circondario dell’antico lago di Garda, il Benaco degli antichi romani, fosse una zona di culto di una divinità femminile, forse legata all’acqua (come a Breno e a Manerba).

Null’altro sappiamo di questa antica tradizione, forse retaggio di ancestrali forme di tributo matriarcale presso i popoli che abitarono questi luoghi come i Reti, i Veneti antichi e i celti Cenomani; e proprio presso i celti veneravano divinità femminili, spesso rappresentate a gruppi di tre, dette Matrone, per ora solo testimoniate da reperti situati nei territori di cultura celtica, soprattutto nel nord Italia.

Bibliografia

B. PORTULANO, L. RAGAZZI 2010, Fuoco, cenere, terra. La necropoli romana di Cascina Trebeschi a Manerbio

AA.VV., parcoroccamanerba.net/joomla/images/download/volume_manerba.pdf

F. LANDUCCI GATTINONI 1986, Un culto celtico nella Gallia Cisalpina, in Epigrafi gallo-romane in Brianza

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