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Addio a Nanni Svampa, il cantore della Milano Popolare

i gufi 1966Un altro pezzo della vecchia Milano se ne va con Nanni Svampa, indimenticato cantautore e cantattore di una città che non c'è più. L'osteria, la ligera (la vecchia malavita milanese), le case di ringhiera e i personaggi che le abitavano, i temi principali delle sue canzoni che meriterebbero di essere studiate nelle antologie di letteratura, ma soprattutto di continuare a vivere nel cuore di tutti i milanesi, vecchi e giovani che le hanno ascoltate e apprezzate.

Nanni Svampa si è spento a Varese a 79 anni. Nato a Milano nel quartiere di Porta Venezia nel 1938, si trasferisce ancora giovane presso Porto Val Travaglia sul Lago Maggiore dove entrerà in contatto con quel mondo contadino che sarà protagonista di tante delle sue ballate.

Laureatosi in economia e commercio all'Università Bocconi per compiacere il padre, entra nella storia di Milano per ben altri meriti che non quelli economici. Durante il servizio di leva, ha infatti modo di dedicarsi alla traduzione di molte celebri ballate dello chansonnier francese George Brassens, che daranno vita a uno dei suoi dischi più belli “Nanni Svampa canta Brassens”.

Dal 1964 costituisce con Gianni Magni, Roberto Brivio e Lino Patruno il celeberrimo gruppo de I Gufi, che con le loro cantate e le loro indimenticabili performance cabarettistiche, rappresentano, hanno rappresentato e rappresenteranno, una fonte di ispirazione importante per molti artisti innamorati dello stile di questo geniale quartetto.

Scioltisi i Gufi, Svampa ha continuato la propria carriera solista, riscuotendo continui successi presso il pubblico milanese, anche nel passato più recente. Importante il contributo dato dallo stesso Svampa, anche alla ripresa e alla rivalutazione del patrimonio della canzone tradizionale e dialettale lombarda.

Qualsiasi amante della tradizione cabarettistica milanese, non può non ricordare le ballate infinite La Rustisciada, El Minestron e Risotto d'Osterie che tra risate, improperi ed espressioni colorite, raccontano il cuore più autentico della nostra Milano.

Addio Nanni. La Milano vera, quella popolare, non ti dimenticherà mai.

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