Al Teatro Carcano in scena Alla mia età mi nascondo ancora per fumare

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C'è un'immagine che più di tutte le altre, a mio parere, restituisce l'atmosfera di fondo dello spettacolo. Le mani delle donne che battono su quelle che suppongo possano essere copie del Corano che, scenicamente, esprimono l'atto del bussare, ma dal punto di vista simbolico paiono rappresentare una forma di richiamo a un ordine, una morale, una Legge che ossessivamente torna a far sentire la propria presenza, invasiva e opprimente sulle vite delle protagoniste.

Già, protagoniste. Perché il cast di Alla mia età mi nascondo ancora per fumare è tutto al femminile. Donne sono anche la regista, Serena Sinigaglia e la drammaturga Rayhana, algerina, che utlizza uno pseudonimo come forma di protezione dai fanatici integralisti che peraltro hanno già cercato di aggredirla in Francia, paese in cui vive.

Fedele alla prescrizione aristotelica dell'unità di luogo, di tempo e di azione, la pièce, che alterna momenti di riso amaro ad altri di divertito cinismo e di composta drammaticità, è ambientata in un hammam, dove le donne vanno per rilassarsi e hanno l'occasione di spogliarsi non solo dei loro vestiti, ma anche delle maschere che la società islamica impone loro di mostrare quotidianamente: quelle di madri e figlie, devote e sottomesse ad Allah e famiglia.

Emerge un quadro del tutto realistico della condizione femminile nell'ambito delle società fortemente islamizzate. Ciò che colpisce soprattutto è la puntualità con cui i diversi vissuti delle protagoniste si intrecciano per trasmettere l'idea di un mondo in cui la vita di una donna appare destinata a viaggiare su binari prestabiliti e in cui l'unica ribellione possibile è quella data dalla voglia di coltivare i propri sogni nonostante tutto. Religione, padri, mariti, le donne stesse e i propri condizionamenti interiori.

La drammaturga Rahyana, che non conoscevo, evidenzia una indubbia perizia nella capacità di sviluppare narrativamente una vicenda in cui le varie voci raccontano tante verità, quella fanatica, quella ribelle, quella ingenua e sentimentale e molte altre tutte però con un denominatore comune: l'oppressione.

Efficaci ed evocative le luci, curate da Roberta Faiolo. La regia, sicuramente ottima, ha il merito specifico, a parere di chi scrive di aver lavorato con particolare cura sulla dimensione della coralità. 

Si tratta di uno spettacolo molto educativo, se solo consideriamo che non molto tempo fa la nostra società non era molto dissimile da quella qui raccontata. E, detto provocatoriamente, siamo proprio sicuri che al giorno d'oggi sia così tanto diversa?

Istruttivo e ben scritto.

Teatro Carcano

Corso di Porta Romana, 63 Milano

Dal 15 al 25 novembre

Orari: mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30, martedì e venerdì ore 19.30, domenica ore 16.00

Prezzi: Poltronissima 34 euro - balconata 25 euro, ridotto over 65 22/18/17/14,50, Ridotto under26 15/13,50 euro

Info e prenotazioni: tel. 0255181377 oppure 0255181362

 

 

 

 

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