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Al Teatro Out Off Hamlet und Ophelia befreit

hamlet und ophelia befreitteatro out offAttori, personaggi, ruoli, persone, individui singoli: tutti sono soli in Hamlet und Ophelia befreit, in scena dal 15 al 20 marzo al Teatro Out Off, e l’uno si confonde nell’altro, l’attore che interpreta nella parte interpretata, l’individuo nel ruolo che ha, o deve avere, nel teatrino della società, gli eroi con gli antieroi, le domande dei drammaturghi, come Shakespeare stesso, con i dubbi degli interpreti e dei personaggi messi in scena. Uno spettacolo duro, a tratti cinico, ma profondamente reale, in grado di coinvolgere gli spettatori nella disperata ricerca di senso che Amleto, Ofelia e Gertrude mettono in scena.

Questo Amleto, riletto da Müller, diviene più che un principe in cerca della sua identità.

hamletundophelia1È la (s)personificazione dell’uomo contemporaneo in se stessa, rappresenta non un uomo storico defraudato del suo regno, delle sue certezze, ma l’uomo d’oggi a cui è stata rubata la sua stessa umanità.

Questo Amleto vive pienamente nel suo tempo, ma senza avere più tempo per se stesso e per gli altri: non ha nemmeno più la possibilità di diventare, o fingersi, folle perché la sua particolare follia deve essere meccanizzata, perfettamente ordinata, tra smartphone, produttività lavorativa, amici online e vacanze last minute.

Il tempo moderno è un tempo vuoto dice questo spettacolo e mentre si interroga sul senso della vita trova unicamente solitudine, gelo esistenziale, mancanza di equilibrio rappresentati perfettamente da Ofelia e Gertrude, unici personaggi femminili in scena che, però, hanno perso totalmente la loro femminilità e sensualità. Loro stesse hanno dimenticato chi sono e si mostrano “senza più cuore, laddove il cuore era solo un orologio che segna un tempo vuoto” come ha detto la regista dello spettacolo Pūjādevī.

 

Insieme alla solitudine vi è la nausea, unico altro sentimento che in questo spettacolo pare essere vivibile realmente: nausea del capitalismo, del disequilibrio sociale, della guerra, nausea del divertimento comandato, del gioco sterile e circolare che la nostra società mette in scena continuativamente. Eleonora Cecconi e Luca Pasquinelli in scena ci fanno sentire tutta l’inadeguatezza di una società che, con tutte le libertà che abbiamo, non vuole più la libertà di pensiero, ricordando Gaber. Amleto non è più un principe macerato dai dubbi, ma un uomo che non ha più tempo per porsi domande, risucchiato in una spirale di azioni che non lasciano respiro, in una sofferenza esistenziale di cui lui solo è vittima e carnefice, interprete e regista, come ognuno di noi.

hamletundopheliaSarà un abbraccio, vero, profondo, fisico a riportare i personaggi, e, in una visuale più ampia, ogni essere umano, alla speranza, facendo trasparire una possibilità di contatto realizzabile solo nel momento in cui cadrà la loro maschera, nello stesso istante in cui il ruolo interpretato svelerà l’interprete per ciò che è.

 
  
Dal 15 al 20 marzo
 
mar./ven. 20:45; sab. 19:30; dom. 16:00
 
Teatro Out Off  in collaborazione con Compagnia Club Silencio
 
HAMLET UND OPHELIA BEFREIT
Progetto e regia di Pūjādevī
con Eleonora Cecconi, Luca Pasquinelli
foto di scena Cristiano Mugetti
costumi Marina Rosa Papagni
riprese video Filippo Lorenzi, Francesco Marullo
organizzazione Federica Picciolo

 

 

 

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