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Artchipel Orchestra: uno spettacolo unico in occasione dell'Unesco International Jazz day

  • Mariella Bussolati

L'incontro tra una delle formazioni musicali più interessanti di Milano e uno tra i più amati scrittori inglesi contemporanei, ha dato vita a uno spettacolo unico, sia perché non ha avuto repliche, sia per il suo valore. Una celebrazione in occasione dell'Unesco International Jazz day.jonathan coe e artchipelorchestra roberto priolo

Artchipel Orchestra, che ha collaborato con musicisti di primo piano della scena internazionale, tra cui Keith Tippett, Karl Berger, Mike e Kate Westbrook, Ingrid Sertso, Pete Whyman, Chris Cutler, Adam Rudolph, Cyro Baptista e Julie Tippetts, ha creato questa volta a un progetto jazz con l'inglese Jonathan Coe, il cui destino solo per caso lo ha portato a scrivere invece che a suonare. Autore di culto anche in Italia, dove i suoi libri sono pubblicati dalla casa editrice Feltrinelli ha spesso usato la musica nelle sue trame e nei titoli dei suoi libri. Il titolo originale di quello che è probabilmente il suo romanzo più noto in Italia La banda dei brocchi, è The Rotters’ Club, ovvero come il secondo album degli Hatfield and the North, una band progressive rock inglese semisconosciuta.


Coe non ha solo ispirato l'orchestra jazz, ma in questo spettacolo viene coinvolto come musicista e compositore e, come dice nei ringraziamenti, è stata una splendida occasione di poter fare quello che aveva sognato. I suoi brani sono stati però arrangiati da alcuni membri della Artchipel Orchestra.


La maggior parte sono tratti da due raccolte pubblicate dall’autore nel 2015 sulle piattaforme Bandcamp e Spotify, intitolate “Unnecessary Music” e “Invisible Music”. Ma si tratta di una“ rilettura delle composizioni originali, in cui gli elementi tematici vengono scomposti per dar vita a nuove strutture e a nuovi sviluppi nell’ampia prospettiva del linguaggio orchestrale.
15 membri sul palco, più il direttore, sono da soli un elemento scenico che merita, con i 4 diversi sax, le due trombe, i tre percussionisti.

Suoni non convenzionali si mescolano a melodie da sottofondo, alterandole e facendole diventare tutt'altro e rendendo anche l'orecchiabile una armonia articolata e intelligente. Alle voci delle due cantanti viene data la dignità di quello che sono: degli strumenti a fiato che giustamente in un orchestra non prevalgono ma si mescolano con gli altri. Ma c'è anche un grande protagonismo dei diversi strumenti che emerge di tanto in tanti con spunti che assomigliano alla musica contemporanea. Ritorneranno presto sui palchi.

30 aprile 2022

AHUM XXIII / UNESCO INTERNATIONAL JAZZ DAY

direzione artistica di Antonio Ribatti

ARTCHIPEL ORCHESTRA

diretta da Ferdinando Faraò con Jonathan Coe

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