Der Ring: la rivoluzione wagneriana

Der Ring des NibelungenPrima che Wagner iniziasse la composizione del Ring, ogni opera che si rispettasse presentava tutti gli elementi più tipici di una tradizione che stava arrivando ormai al suo tramonto. Arie, recitativi, cabalette, chiuse, discordanze e anticipazioni. Un susseguirsi di note legate le une con le altre in un trionfo di classicità.

Poi arrivò la Primavera dei popoli. Correva l'anno 1848. Le tensioni politiche e sociali accumulate fino ad allora esplosero in tutta Europa, sconvolgendo l'ordine stabilito dal Congresso di Vienna del 1815.

A Londra viene pubblicato il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels. In Ungheria il popolo si ribella contro il dominio asburgico. I milanesi, al termine delle Cinque giornate, costringono gli austriaci a lasciare la città.

Abbandonati gli influssi stilistici degli anni precedenti e terminato il suo periodo romantico con Lohengrin, poteva forse Wagner, dotato di grande spirito rivoluzionario, astrarsi dagli sconvolgimenti che lo circondavano? Fu così che iniziò a concepire un nuovo stile, l'opera come sintesi di poesia, effetti cromatici e visivi, musica e dramma. Un'opera totale, come sarà appunto Der Ring des Nibelungen.

Das Rheingold

Summa di uno nuovo modo di intendere la musica, nella tetralogia, tratta dalla saga dei Nibelunghi, il maestro di Lipsia infonde il fervore di un periodo che cambierà radicalmente la visione e l'ascolto dell'opera stessa. Composizioni polifoniche, discordanze non preannunciate, leitmotiv tanto cari anche a Verdi. Tutto sembra essere il preludio della grande musica dodecafonica che solo con Schönberg troverà compimento.

L'intero Ring, che consta di un prologo, Das Rheingold, e tre giornate, Die Walküre, Siegfried e Götterdämmerung, verrà rappresentato, sotto la direzione di uno dei più grandi interpreti wagneriani, Daniel Barenboim, nell'anno del bicentenario Verdi-Wagner al Teatro alla Scala, tutto in uno stesso arco di tempo.

Lo stesso Wagner aveva concepito il ciclo per una messa in scena temporalmente unitaria ma solo nel 1876, due anni dopo la conclusione del Ring, poté vedere il suo sogno realizzarsi, tra il 13 e il 17 agosto al nuovo Festspielhaus di Bayreuth, il teatro fatto costruire con il solo scopo di ospitare le sue rappresentazioni grazie all'appoggio di Ludwig II di Baviera.

Quattro spettacoli e altrettanti allestimenti, tutti firmati dal regista Guy Cassiers, per quindici ore di musica. Un lungo viaggio nella musica, nella cultura, nella società e nei grandi cambiamenti di due lunghi secoli d'umanità.

Giuseppe Piccolo

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