Frida K in scena a Teatro Libero

frida

È con una certa curiosità che mi sono recato a Teatro Libero per assistere a questo Frida K, una produzione Giorni Dispari teatro per la regia di Serena Nardi che ne ha curato anche la parte drammaturgica, costruita partendo dai testi della stessa Frida Kahlo.

La celebre pittrice messicana, la cui esistenza tormentata e appassionata fu segnata dalle menomazioni fisiche seguite a un terribile incidente negli anni della sua adolescenza, è stata già oggetto in passato (2002) di una rivisitazione cinematografica nella quale la parte della Kahlo venne interpretata dall'attrice Salma Hayek.

Di certo la vita di questa ragazza perennemente in lotta con la morte e la sofferenza fisica che seppe, tuttavia, sublimare nei suoi meravigliosi dipinti traboccanti di vita, contiene parecchi spunti per la creazione di una trama avvincente in cui la dialettica permanente tra vita e morte è protagonista assoluta e si manifesta incessantemente negli episodi chiave della vita di Frida.

Nei suoi quadri, Frida, non fece altro che rappresentare sé stessa e la propria vita riuscendo a far assurgere il proprio destino individuale a manifesto ineludibile della condizione umana, fragile, precaria, eppure sempre ostinatamente innamorata dell'essere. Dal tragico incidente, al dolore per la perdita di un figlio ancora non nato, fino all'amore travolgente e senza scampo per il suo Diego, tutto celebra la vita in cui non c'è possibilità di selezione. Gioia e dolore sono solo parti di un intero non divisibile.

Lo spettacolo si appoggia su questo ricco materiale e tenta di costruire una serie di immagini evocative e pregnanti della vita di Frida associate a otto suoi quadri significativi, che vengono mescolati ed assemblati nel tentativo di comporre il fragile castello di carte che rappresenta la biografia dell'artista. Sullo sfondo il dialogo/duetto con la morte, interpretata da Serena Nardi mentre Sarah Collu ha rivestito i panni della protagonista Frida .

Il risultato finale non mi è parso del tutto convincente, soprattutto a causa di alcune lunghe sequenze un po' ipnotiche e dal ritmo molto lento fatte di proiezioni di immagini e litanie ossessive che, nel tentativo senz'altro apprezzabile di restituire con la maggior naturalità possibile il mondo interiore di Frida, a volte appesantiscono il lavoro che dovrebbe, forse, favorire di più la partecipazione emotiva dello spettatore.

Interessante, invece, la scelta dei costumi e della scenografia, di buona efficacia evocativa.

Teatro Libero

Via Savona 10 Milano

Dal 24 al 30 ottobre

Lunedì-sabato ore 21.00

Domenica ore 16.00

 

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