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Il Decamerone della nuova pandemia

  • Mariella Bussolati

decameroneSi chiama Climate Clock, il primo è stato installato a Union Square a New York. Poi è comparso in molte altre città tra cui Parigi, Berlino, Seoul, ma anche Roma, sulla facciata del Ministero della Transizione ecologica. E' un orologio che segna il conto alla rovescia che ci separa dal disastro ambientale: a oggi 6 anni e 190 giorni. Sei attori hanno dunque deciso di mettere in scena l'ultima festa prima della fine del mondo, in un'epoca in cui sembra perdersi tutto. 

Per farlo hanno deciso di collegarsi con un autorevole precedente, che ha notevoli parentele col presente: nel 1300, mentre un'altra pandemia, quella della peste, dimezzava la popolazione europea, Boccaccio decide di raccontare di un gruppo di giovani che, nel tentativo di sfuggire al contagio, si rinchiudono in una tenuta fuori città e, per rendere il ritiro meno drammatico, si raccontano storie.

Così nasce Decameron, una storia vera, una coproduzione di Manifatture Teatrali Milanesi e TrentoSpettacoli. Come nell'originale, il regista ha raccolto gli attori in un ritiro di 15 giorni , un vero e proprio brainstorming preparativo durante il quale  ogni artista ha collaborato in prima persona, portando un proprio contributo alla storia. 

“Come i protagonisti di Boccaccio, anche noi oggi ci troviamo in una situazione in un certo senso privilegiata”, dice Stefano Cordella, il regista. “Più che provare paura  per il virus, siamo quindi terrorizzati dalle sue conseguenze sociali e dal dover fare i conti con la rappresentazione di noi stessi “.

Il risultato è uno spettacolo suddiviso i dieci scene il cui tema principale è quello dell'identità, proprio quella che la pandemia ha messo a dura prova. Rivoluzione, confini, estinzione e preghiera sono alcuni dei capitoli durante i quali vengono raccontate storie simboliche che riprendono la sottile critica alla società che lo scrittore del 300 aveva nascosto nelle storie d'amore.

La telecamera, che proietta sullo sfondo le immagini del palcoscenico, ribadisce il gioco del guardare se stessi e farsi guardare per stimolare l'aumento dell'autostima. “ Ma è anche un modo per sottolineare la vera fine del mondo, perché ogni minaccia esterna ci costringere a riflettere su noi stessi e capire che è necessario smettere di guardare gli altri per guardare se stessi”, spiega Cordella

La festa che viene celebrata per segnare il passaggio ricorda il doppio rischio che stiamo vivendo noi ora: il raggiungimento del punto di non ritorno per il Pianeta e una malattia globale. E questa situazione, che attraversa tutto il testo, diventa una metafora. Il timer che segna il tempo in scadenza crea una contraddizione profonda tra  la necessità di far nascere un nuovo mondo, ma continuando a rimanere onesti con il nostro velo borghese, proprio quello che dovrebbe invece, per primo, cadere.

MTM Teatro Litta, Corso Magenta, 24, 20123 Milano

Dal 23 giugno al 10 luglio 2021   

Durata: 90 minuti senza intervallo

Orari: ore 20

Prezzi: Intero € 20,00 – Ridotto Over65/Under30 € 15,00 – Ridotto DVA € 10,00 – Scuole MTM, Paolo Grassi e Piccolo Teatro € 10,00 – Diritto di prevendita € 1,80

ard TeaTreRò - €35,00

Una card libera su 3 spettacoli a scelta -  valida su tutte le sale di MTM

Aperitivo & Spettacolo a Palazzo: €25.00 –  BoccascenaCafè 

nella meravigliosa cornice del cortile dell’orologio di Palazzo Litta.

Informazioni e prenotazioni: biglietteria@mtmteatro.it/02-86454545

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