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Il Figlio che sarò. In scena al Teatro Fontana fino al 24 ottobre

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Il rapporto tra padri e figli è il centro della riflessione proposta dallo spettacolo Il figlio che sarò, in scena al Teatro Fontana dal 22 al 24 ottobre.

Gli autori, Giuseppe Semeraro e Gigi Gherzi, offrono al pubblico un lavoro accorato e intenso che prende spunto dalla celebre opera letteraria, Lettera al padre di Franz Kafka, per affrontare un tema quanto mai attuale, specie se si considerano le forti tensioni generazionali che la pandemia sta determinando.

È di questi giorni, infatti, la notizia che verrà reintrodotta, per ora parzialmente la didattica a distanza, testimonianza di un ulteriore sacrificio dei bisogni dei figli alle paure dei genitori che, in preda al terrore causato dal Covid19 hanno fatto voto di inchiodarsi alla base della piramide di Maslow dove l'istinto animale di sopravvivenza soverchia e domina tutto il resto. 

Socialità e istruzione vengono considerati bisogni del tutto trascurabili quando si perde la capacità di pensare, di vedere le cose in prospettiva per concentrarsi unicamente su un presente gravido di pericoli e non più di opportunità. Un quadro ben triste, se ci pensiamo.

Ebbene, proprio la difficoltà a dialogare tra padri e figli è il focus dello spettacolo in scena al Fontana in cui un padre che non riesce più a parlare col proprio figlio, cerca consiglio presso un suo vecchio insegnante, nella speranza che questi possa aiutarlo a scoprire una via nuova per recuperare un rapporto che appare tragicamente compromesso.

Ecco che allora l'esortazione dell'anziano mentore a riandare con la mente al ricordo del padre del protagonista per trovare quelle inaspettate analogie capaci di gettar luce sul dilemma presente, diventa la via verso l'uscita da una situazione di impasse, consci del fatto che non esistono certezze in educazione, ma che solo con un atteggiamento di ascolto e di apertura è possibile illuminare le zone d'ombra che caratterizzano inevitabilmente la relazione tra padre e figlio.

Si tratta, come dicevamo sopra, di questioni di grande attualità, se consideriamo quanto oggi sia difficile per i padri spiegare ai figli le scelte di un mondo che sistematicamente sembra ignorare le loro esigenze.

Il linguaggio utilizzato è caratterizzato dall'alternanza di momenti di poetico umorismo a fasi di delicato lirismo.

La regia dello spettacolo è di Fabrizio Saccomanno

Teatro Fontana

Via Boltraffio, 21

Dal 22 al 24 ottobre

Orari: da giovedì a sabato ore 20.30

Info e prenotazioni: tel. 0269015733

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