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Il ring dell'inferno. A Teatro Libero in scena la storia del pugile di Auschwitz

ring infernoNon c'è nulla di più epico del pugilato per raccontare la condizione umana. La lotta è, per antonomasia, la metafora dell'esistenza. La vita è un ring, gli avversari sono gli ostacoli da superare, le pause tra una ripresa e l'altra, i brevi momenti di serenità che è dato assaporare. Che succede, però, quando la metafora si fonde completamente con il proprio oggetto, quando la lotta per la vita diventa lotta vera, fatta di sangue, pugni, rabbia? Quando il Ko è veramente la fine di tutto?

Il ring dell'inferno in scena a Teatro Libero fino al 5 marzo, racconta la storia di Hertzko Haft pugile ebreo ad Auschwitz. Un giovane tra i molti deportati, che in virtù della sua prestanza fisica viene trasformato in una “bestia da combattimento” da un ufficiale nazista che organizza incontri di pugilato nel tristemente famoso campo di concentramento polacco. Incontri all'ultimo sangue dove sopravvive solo chi resta in piedi. Chi cade al tappeto è destinato alle camere a gas.

Hertzko lotta, allora, per sopravvivere e per farlo condanna a morte i suoi compagni caricandosi sulle spalle per tutto il resto della sua esistenza l'atroce rimorso per le vite che ha dovuto spezzare. Solo l'amore per la sua Leah, lo spinge a non arrendersi, fino a restare vivo per arrivare, dopo la fine della guerra, in America, dove avrà l'opportunità di salire sul ring (stavolta solo per sport) con il campione dei campioni Rocky Marciano.

Il ring dell'inferno, prodotto da Teatro del Simposio, è davvero uno spettacolo di altissimo profilo. Di notevole spessore, in particolare, il lavoro drammaturgico realizzato da Antonello Antinolfi e Giulia Pes che, ispirandosi liberamente alla graphic novel di Reinhard Kleist e alla biografia di Haft scritta dal figlio Alan Scott, costruiscono una macchina narrativa molto efficace e in grado di stimolare il coinvolgimento emotivo dello spettatore.

La regia, di Francesco Leschiera, si contraddistingue per la capacità di mettersi al servizio della storia (davvero appassionante) senza sovrapporvisi, lasciandola per così dire “raccontarsi da sé”. Da applausi la recitazione di Ermanno Rovella, Ettore Distasio e Giulia Pes che con rara intensità portano in scena i drammi dei personaggi e ne restituiscono tutto il pathos e la profonda umanità.

Davvero un ottimo lavoro e, a parere di chi scrive, uno dei migliori a cui ha assistito quest'anno. Da vedere assolutamente.

Teatro Libero

Via Savona, 10 Milano

Dal 27 febbraio al 5 marzo

Dal Lunedì al Sabato ore 21.00, Domenica ore 16.00

Prezzi: intero 16 euro, ridotti 12 euro

Per info e prenotazioni tel 02/8323126 o scrivere a biglietteria@teatrolibero.it

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