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In scena al Filodrammatici "Due donne che ballano"

due donne che ballanoMartedì 2 dicembre, al Teatro Filodrammatici di Milano, si è tenuta la prima dello spettacolo "Due donne che ballano" di Josep M. Benet i Jornet, con la regia di Francesco Brandi e le interpretazioni di Mariagrazia Sughi ed Eleonora Giua.

"Sai cosa penso?", chiede l'anziana, "che vorrei morire". "Molta gente vorrebbe morire" ribatte la ragazza. E lei: "Sì, lo so. Ma tu mi devi incoraggiare a vivere, non darmi ragione".

E' la storia di due donne, una giovane che fa da badante a quella anziana, dai forti temperamenti e un passato oscuro, che si raccontano le loro antiche vicende non senza battibecchi, litigi e male parole. Loro si odiano, si punzecchiano, cominciano a provare affetto reciproco, quando ecco che ritorna l'amarezza, derivata dal malessere interiore che le accomuna. Entrambe vogliono sapere tutto l'una dell'altra, ma nessuna ha il coraggio di aprirsi totalmente, di raccontare la triste storia della loro vita. Sono due donne che "ballano" la danza dell'esistenza, difficile e dolorosa, di chi porta con sè una sofferenza, ma fuori esibisce una faticosa immagine di forza e autonomia. Dopo scioccanti confessioni, il muro che le divideva alla fine crolla, e le due protagoniste decidono di Ballare insieme, senza uomini, figli o mariti che le accompagnano, solo loro, che avrebbero potuto continuare a stare sole, ma decidono di intraprendere questo viaggio insieme, dal momento che l'armonia creatasi tra la coppia riesce ad addolcire la fatica del momento finale.

I personaggi protagonisti sono due donne dall'identità ignota allo spettatore, in quanto non vengono mai menzionati i loro nomi. La più anziana è una persona che vuole negare a tutti i costi la condizione attuale di donna vecchia, triste e sola, cercando di convincere se stessa e gli altri di essere ancora giovane e ben voluta, soprattutto dal figlio maschio; in lei, però, c'è la parziale consapevolezza della dura realtà che sta affrontando, e dunque vuole rimanere ancorata a un passato di giovane donna, profondamente legata ai suoi giornalini condivisi con l'amica d'infanzia Marisa (unico personaggio nominato, ma assente sulla scena), e troppo fedele e rispettosa nei confronti del marito defunto che, se potesse tornare indietro, tradirebbe senza indugio.

L'altra è una giovane ragazza laureata, che si ritrova a fare le pulizie e saltuariamente ad insegnare in un istituto. La sua vita era piena e soddisfacente, con un lavoro fisso, un figlio e un compagno, ma d'un tratto perde tutto, e si ritrova a dover fare i conti con ciò che le resta, un dolore incolmabile accomunato alla rabbia, che più volte manifesta nell'affermare che "gli uomini sono tutti bastardi". Lei è una donna fragile e insicura, nascosta dietro a una maschera che la ritrae come una persona cinica e insofferente, bisognosa di niente e nessuno per poter tirare avanti.

Questa è la rappresentazione di un'esistenza comune, vissuta in una qualsiasi abitazione condominiale, attraverso la scrittura di Benet, uno dei massimi autori del teatro spagnolo contemporaneo e padre del teatro catalano, diventa un modo ironico e profondamente amaro di raccontare una dura realtà, in cui le persone difficili e scomode vengono estromesse ai margini della società, lasciate ad affrontare in solitudine, sulla pista da ballo, il proprio destino.

"Due donne che ballano"sarà in scena al Teatro Filodrammatici di Milano ancora fino al 7 dicembre 2014 (giovedì e sabato alle 21.00, mercoledì e venerdì alle 19.30, mentre domenica sarà alle 16.00).

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