L'avvoltoio a Campo Teatrale

Visto alla prima il 16 gennaio, "L'avvoltoio" sarà in scena a Campo Teatrale fino a domenica 21 Gennaio 2018.

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Lo spettacolo, scritto da Anna Rita Signore, è un'indagine attorno ai fatti che sconvolsero la Sardegna, andando a inquinare per la prima e significativa volta quella terra incontaminata. A Quirra, a metà degli anni ’50, venne posizionato il più grande Poligono sperimentale d’Europa nel quale provare la armi. Inspiegabilmente nella zona iniziarono le nascite di animali e bambini deformi e aumentò il numero di tumori. Ma forse non così inspiegabilmente: le armi sperimentate al poligono erano all’uranio impoverito, le esplosioni prodotte con nano-particelle di metalli pesanti e radioattivi, rifiuti pericolosi, armi chimiche e batteriologiche lì smaltiti e stoccati. Questo, almeno, è ciò che si pensa dal momento che i troppi interessi sul tavolo, le omissioni e i segreti militari e industriali ricoprono l’intera area.

Si incrocia così la vicenda della famiglia di pastori che non vogliono abbandonare la loro terra, del soldato Luigino, loro figlio, che lavora al poligono e della sua fidanzata che sta scrivendo uno spettacolo di denuncia su quei fatti; si intersecano con la madre che vede il proprio bambino guarire dal cancro prima di morirne a sua volta; si uniscono con quella dell'agnello nato con due teste e di Maria Grazia nata sorda, cieca, muta, immobile fino ai vent'anni. Vicende personali che appaiono come flash all'interno dell’indagine giudiziaria svolta attorno agli accadimenti sardi.

Il testo è purtroppo il punto debole di uno spettacolo dalle elevatissime potenzialità. Nonostante abbia vinto un premio conferito dalla SIAD - Società Italiana Autori Drammatici, il “Premio speciale Claudia Poggiani, all’interno del Premio Calcante 2014”, al momento della messa in scena si nota come l’autrice sia alla sua prima esperienza nel campo dei drammaturgia teatrale. L’insidia del teatro è questa: è un testo che deve essere detto, parlato, interpretato, e non solo letto. Lodevole l’intento di portare i riflettori su una storia non così lontana nel tempo, ma già praticamente dimenticata, l’assenza di un taglio preciso le impedisce però di arrivare con l’efficacia necessaria. Non si capiscono, infatti, chiaramente gli intenti dell’autrice: è uno spettacolo d’inchiesta con lo scopo di informare? È uno spettacolo incentrato sulle emozioni con lo scopo di commuovere? Il tentativo di portare avanti entrambi i discorsi su binari paralleli, lascia nello spettatore una sensazione di confusione che non riesce a mettere insieme i pezzi del puzzle in merito alla vicenda storica, né ad entrare in empatia con i protagonisti. Un limbo dal quale si può uscire facilmente, rifinendo alcuni dettagli, evitando ridondanti ripetizioni e tagliando momenti eccessivamente retorici e colmi di patetismo, in modo che sia la semplice spietatezza della storia a parlare da sé.

Questa operazione di semplificazione (che non è sinonimo di banalizzazione), viene operata dalla regia curata da Cesar Brie. La ricostruzione di un ambiente rurale, con terra, scope di saggina e sedie di vimini, sono il luogo ambiguo che costituiscono lo sfondo per i momenti lirici impregnati della potenza tipica del teatro di immagini del regista argentino: il palco poteva essere visto sia come un cimitero dalle cui tombe escono i testimoni, sia come villaggio, sia come una base militare con un  reticolo di luoghi, case, spazi. Una poesia visiva e ritmica che scandisce il dipanarsi delle azioni e coordina i bravi attori Emilia AgnesaAgnese FoisDaniel DwerryhouseValentino ManniasLuigi TontoranelliMarta Proietti Orzella e Luca Spanu che recitano in modo pulito e preciso una situazione complessa, selezionati personalmente da Cesar Brie in seguito a un laboratorio di tre giorni e chiamati ad essere non solo interpreti, ma anche indagatori e ricercatori.                              

Produzione Sardegna Teatro, è uno spettacolo che merita di essere visto per iniziare a sviluppare un pensiero critico attorno a delle vicende molto vicine a noi, non solo a livello temporale, ma anche a livello spaziale, e perché possiede il grande merito di portare “sul continente” storie di quella terra meravigliosa e selvaggia e magica che è la Sardegna.

 

Teatro Campo Teatrale

Via Cambiasi 10

Dal 16 al 21 gennaio 2018

Orari: tutti i giorni ore 21.00, tranne domenica 21 gennaio alle ore 18.30

Prezzi: intero 20 euro, ridotto 14 euro, promo prima 10 euro, promo mercoledì 17 10 euro, promo Convivio 20 euro, abbonamento due spettacoli Cesar Brie 20 euro

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