L'Epica è un divano: l’intervista

  • Ilaria Senati

epica e un divanoAl debutto l'8 e il 9 maggio L'Epica è un divano, produzione giovane e fresca di Gabriele Masi che alla sua prima regia si pone al timone della giovane compagnia MadeinCimiano.

«Ai ragazzi che si annoiano sui banchi di scuola tra una parafrasi e quel paio di versi imparati a memoria per prendere 6 ad un’interrogazione», ma anche «a tutti coloro che credono che la letteratura sia qualcosa di alto e distante» il regista risponde con una commedia fresca e irriverente che intreccia le storie e vicissitudini di sei giovani con alcune tra le più importanti opere di tutti i tempi.
Così Iliade, Divina Commedia e l'amore cantato da Catullo e Neruda diventano lo strumento e la chiave di lettura per la quotidianità dei protagonisti.

Incuriositi da questo debutto, ci siamo avvicinati al regista per approfondire i retroscena di questo testo.

Innanzitutto, chiedo da dove nasca lo spettacolo e a quale pubblico sia destinato.

Il regista ci risponde: “L’epica è un divano è uno spettacolo scritto per far riscoprire la letteratura come fonte di gioco e d’intrattenimento, come un campo sterminato dove la fantasia degli alunni e di chiunque può liberarsi dagli schemi e dalle regole più pedanti e insopportabili. Nella scrittura del testo avevo in mente solo una cosa: fare uno spettacolo divertente. Divertente innanzitutto per gli attori e, di riflesso, anche per gli spettatori”.

La dicotomia tra "classici da divano" e "classici da banchi di scuola" attira nuovamente la mia attenzione motivo per cui sottopongo a Gabriele Masi il quesito circa le sue “preferenze” letterarie che aggiunge: «Dipende dall’umore. È bello averli tutti lì come un ottimo sostituto dei soliti programmi televisivi. Se però dovessi scegliere quale mettere in cima alla pigna dei libri, sicuramente sceglierei l’Orlando Furioso dell’Ariosto che, però, lascerei anche sui banchi di scuola. L’idea di fondo è, infatti, quella di trasformare ogni banco in un divano, con tutto il comfort e il relax annesso».

Sorrido nel pensare un Omero o un Ariosto confrontarsi con le strenue lotte della vita di tutti i giorni, e in proposito chiedo al regista se, in fin dei conti, o dello spettacolo, che dir si voglia, sia la letteratura a nobilitare l'uomo o la vita stessa ad arricchirla di contenuti. Vi lascio quindi alla risposta dell'autore e vi invito alla rappresentazione.

«Nobilitare è un verbo che non mi piace. È uno di quei verbi responsabili della spaccatura arte-pubblico novecentesca. Diciamo che la letteratura, come il teatro, l’arte visiva o il cinema, è un po’ come l’amplificatore per la chitarra elettrica: se hai un amplificatore grande e potente, la vita risuona più forte e con diversi timbri ed effetti. La vita quotidiana, invece, corrode le pagine della letteratura, le fa sembrare spesso frutto di elucubrazioni mentali che non hanno nulla a che fare coi problemi veri che ogni giorno ci troviamo ad affrontare. È proprio, però, dal contrasto che nasce tra la quotidianità e l’eccezionalità della letteratura che questa trae la sua magia e la sua indispensabilità».

L'Epica è un divano

Salone Maria Dossena,
Via Celentano 14, Zona Cimiano (M2)

8 Maggio 2015 ore 20:45
9 Maggio 2015 ore 20:45

Biglietto intero: 6 €

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