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La Compagnia della Fortezza al Menotti

Santo Genet, Spettacolo della Compagnia della FortezzaIl nuovo spettacolo della Compagnia della Fortezza è tornato, se pur con una visita fugace, al teatro Menotti.

Santo Genet. Il titolo si rifà al testo che Paul Sartre dedicò all’amico Jean Genet, controverso poeta, drammaturgo e scrittore, il quale dedicò la sua vita ad esplorare le profondità umane.

Assiduo frequentatore dei bassifondi, il carcere, la vita di strada, l'attrazione per marinai e guappi, sono una costante delle opere dell'autore.

Genet parla, attraverso i suoi personaggi di bene e male (l’uno imprescindibile dall’altro), di erotismo e violenza, dimensioni umane condannate dal conformismo sociale ed emarginate per timore di esserne attratti. In lui si intrecciano la vita e la finzione, in una continua lotta fra Eros e Thanatos, pulsioni di vita e di morte.

E come uscire da questo conflitto perenne? Forse smascherando l’idea che si ha dell’uomo, di un uomo che non può essere nobile se non anche infimo.
Per tali ragioni la volontà di redimere la propria condizione nasce dall’accettazione dei propri errori e del proprio passato e attraverso il sacrificio e la morte si può accedere alla rinascita, una rinascita non religiosa ma legata a una dimensione spirituale del più profondo esistenzialismo.

Questa stratificazione di elementi ed emozioni è rielaborata dalla Compagnia della Fortezza, che con la messa in scena di vagabondaggi, avventure, crimini e slanci erotici, attraverso l’uso del corpo e delle voci, crea un caos di emozioni, pulsioni ed esistenze, in uno scontro fra forze e attrazioni a cui nessuno è immune.
Un concatenarsi di storie dove ogni attore recita la sua parte, una molteplicità di avvenimenti che si presentano agli spettatori che indecisi muovono lo sguardo fra un gruppo di attori e un altro.

I personaggi, mortificati dalla vita e sacrificati dalla società, abbelliti in vestiti bizzarri ed eccentrici, si muovono cercando ognuno un proprio posto all’interno della scena, raccontando la propria storia, al fine di potersi redimere attraverso l’accettazione della verità.

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