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La stagione del Teatro Menotti 2020/2021. Fragili come la terra

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Il teatro Menotti, tra i primi a riaprire la sua attività dopo il lockdown primaverile, propone quest'anno una serie di spettacoli legati al tema del pianeta Terra e alle sue "condizioni di salute" dove il riferimento alla salute non è da intendersi unicamente in rapporto ai suoi abitanti umani, ma a tutto l'ecosistema.

Di certo, a costo di apparire ripetitivi, pure il Teatro Menotti ha organizzato una stagione che, accanto alla qualità dei lavori proposti, pone grande attenzione alla sicurezza degli spettatori e degli attori con il rispetto delle norme vigenti anti-covid e con la scelta, quindi, di offrire al pubblico spettacoli che contaminino tra di loro diversi linguaggi artistici, teatro ovviamente, ma anche cinema, letture ecc.

Sono previsti, inoltre, appuntamenti con modalità, orari e spazi diversificati, per consentire al più alto numero di persone di frequentare il progetto con grande attenzione rivolta alle varie norme emergenziali in atto.

Ma passiamo alla parte più squisitamente artistica. Del tema generale abbiamo detto. Ebbene alcuni grandi autori della letteratura mondiale saranno presi come stimolo per la realizzazione di spettacoli che si annunciano molto accattivanti. La stagione parte subito con Un marziano a Roma di Ennio Flaiano con regia e adattamento di Emilio Russo (24-25 e 30-31 ottobre), seguito da un'altra produzione del Menotti con la versione teatrale del grande classico della fantascienza Guida Galattica per autostoppisti di Douglas Adams (dal 5 al 15 novembre).

Dal 19 al 29 novembre verrà invece presentato uno spettacolo, che si annuncia molto interessante per l'arguzia e la vena amaramente ironica dell'autore del libro a cui è ispirato: Mattatoio numero 5 di Kurt Vonnegut, a cura del Collettivo Menotti.

In dicembre (dal 10 al 20) sarà invece in scena Possiamo salvare il mondo prima di cena dal romanzo di Jonathan Safran Foer sempre a cura del Collettivo Menotti.

A febbraio (dal 4 al 14) invece assisteremo a quello che è ormai diventato un classico del teatro contemporaneo: Tutto Shakespeare in 90 minuti con regia di Roberto Andrioli, spettacolo questo compreso nell'abbonamento Invito a teatro.

Poi dal 25 febbraio al 7 marzo lo spettacolo Mater Dulcissima di Amedeo Guarnieri dedicato alla fosca vicenda della saponificatrice di Correggio. Spazio per i classici della commedia sempre in marzo (dal 18 al 28) con Gli Uccelli di Aristofane con adattamento e regia di Emilio Russo. Seguono poi in aprile Far Finta di essere sani di Gaber-Luporini sempre a cura di Emilio Russo (dall'8 al 18) e Alda diario di una diversa di Giorgio Gallione dedicato alla figura della grande Alda Merini (dal 6 al 16 maggio). 

Sono previste inoltre, accanto alle produzioni già illustrate diverse ospitalità che propongono a loro volta lavori interessanti, consultabili direttamente sul sito del Menotti.

Davvero siamo in un momento difficile. Ma il teatro resiste. E programmazioni come quella proposta dal Menotti fanno venire voglia di sostenerlo. Ci vediamo in sala! (Distanziati mi raccomando).

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