La tragedia del vendicatore di Declan Donnellan al Teatro Strehler

  • Ilaria Federico

Fino al 16 novembre 2018 è in scena al Teatro Strehler La tragedia del vendicatore, regia di Declan Donnellan.

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 La celebre opera di Thomas Middleton, che data 1606, racconta del desiderio di vendetta del protagonista Vindice contro il Duca di una corte italiana non precisata. Il Duca ha infatti avvelenato la moglie di Vindice, punendola per non aver ceduto alle sue richieste sessuali. 

Vindice declama la sua sete di giustizia brandendo il teschio dell’amata. Contempla poi il suo cadavere e se ne servirà per i suoi piani diabolici.
Il figlio del Duca, Lussurioso, nella ricerca di un procacciatore di vergini cadrà nella trappola del vendicatore travestito. Lussurioso permette così a Vindice di entrare nella corte, sebbene sotto falso nome, e il loro rapporto “d’affari” innescherà una serie di inganni, assassini ed equivoci che creano un’intricata storia di vendetta nella vendetta. La giustizia di Vindice si realizzerà in un gioco infernale di violenze, mascheramenti e smascheramenti.
La tragedia del vendicatore in scena al Teatro Strehler è la storia di una moderna famiglia “allargata” ma perversa.

La Duchessa odia il Duca, è interessata solo al suo denaro come chiunque nella sua famiglia. I fratelli, tra i quali Spurio, figlio illegittimo del Duca, Junior, figlio della Duchessa condannato a morte per l'abuso della moglie del nobile Antonio, e gli altri, si detestano segretamente per la loro ambizione al potere.

Donnellan rappresenta una corte italiana seicentesca che strizza l’occhio agli ultimi governi italiani. Il Duca interferisce, infatti, con la giustizia, per evitare le condanne ai figli, ha un fare manipolatore e un interesse per le giovani donne poco dignitoso. I figli del duca siedono al trono e durante i loro brevissimi “governi” di pochi minuti, declamano il bisogno di un rinnovamento e di volti giovani al potere contro la muffa del passato.

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 La Perversione, la corruzione e il degrado. Sesso, potere e denaro. Due trinomi che definiscono una storia lontana ma che diventa attuale. La tragedia del vendicatore ci porta a riflettere su quello che ormai non ci disturba più perché siamo assuefatti alla degenerazione delle classi dirigenti recenti e attuali.

 

Siamo assuefatti anche alla violenza, tanto che gli omicidi che avvengono sul palco sono ripresi da telecronisti impassibili. In modo imperturbabile cercano di documentare le scene con primi piano che ci fanno rabbrividire dato che il pubblico può vederli proiettati dietro ai personaggi stessi. L’interesse mediatico per la cronaca di oggi ci offre immagini spettacolari, spesso feroci, insopportabili alla vista… Eppure le sopportiamo e anzi forse la notizia non attraverserebbe lo schermo se il nostro sguardo non venisse violentato dalla forza di tali riprese.

Lo show ci suggerisce di pensare al linguaggio visivo nella nostra realtà e a cosa può diventare in un teatro, dato che il regista se ne serve sotto varie forme, dai quadri rinascimentali alle proiezioni sopracitate.
Non perdete quindi un adattamento brillante di The Revenger’s Tragedy. Declan Donnellan ha saputo rendere l’arguzia dell’autore in chiave contemporanea, senza snaturare il testo per un’attualizzazione forzata ma rendendolo fresco con riferimenti velati alla nostra società.

È Vindice alla fine della pièce che deve ricordarci che quella che stiamo guardando è una tragedia, pronunciando la stessa parola. Lo spettatore vive la rappresentazione, infatti, più come una farsa grottesca, quasi comica in alcune scene, specie quando gli attori inviano segnali al pubblico e giocano sull’ironia drammatica.
Sembra una grande famiglia mafiosa quella del Duca, dove tutti apparentemente si stimano ma sono pronti in realtà a vendersi e ad accoltellarsi per il potere.

Vindice con i suoi tic nervosi e il suo look ricorda un gangster o un serpente tentatore, o meglio corruttore. Arriva, infatti, a ingannare la madre per testare la sua onestà ed è alla ricerca spasmodica dei più corrotti per punirli uno a uno e secondo una brutale legge del contrappasso.
Ci chiediamo dove sia la legge in tutto questo. Ce lo chiediamo leggendo Middleton e ancora di più guardando la rappresentazione di Donnellan.

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La tragedia del vendicatore
di Thomas Middleton
drammaturgia e regia Declan Donnellan
versione italiana Stefano Massini
Teatro Strehler
Largo Greppi 1, 20121 Milano
9 ottobre – 16 novembre

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