L’ACROBATA: storie di esilii e di Cile al Teatro dell'Elfo

lacrobata teatroL’Acrobata è uno spettacolo che parla del Cile, il Cile degli anni Settanta, che vide prima Allende presidente e poi il golpe militare da parte di Pinochet. Ma è anche uno spettacolo che parla di una famiglia, quella del guerrigliero e militante cileno Pepo e di sua madre.

Queste due linee narrative, quella prettamente di racconto storico e quella di vita, si fondono in una pièce che dà alla testimonianza storica anche il valore umano, raccontando la vita di questa famiglia, costretta dagli avvenimenti a continui esili: dalla Russia all’Italia a causa delle persecuzioni staliniane, dall’Italia al Cile con l’avvento delle leggi razziste promulgate dal governo fascista, dal Cile alla Svezia dopo il golpe contro il presidente Salvador Allende da parte del futuro dittatore Pinochet.

Il primo personaggio ad emigrare è il bisnonno di Pepo, un ebreo russo costretto a scappare e che trasmette alla sua famiglia il valore dell’emigrazione, collegato alla capacità di adattarsi e ricostruire la propria vita in un’altra dimensione, proprio come fa un acrobata, che con coraggio e leggerezza si lancia da un trampolino all’altro. Questo valore, però, non viene incarnato da Pepo, che costretto in gioventù ad emigrare in Svezia per scappare dalle torture della dittatura cilena, non riesce ad adattare la sua vita all’indifferenza per la sua patria e decide così di formarsi come soldato e tornare in Cile per contrastare il regime golpista.

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L’intero spettacolo è recitato da due soli attori, Cristina Crippa nelle vesti della madre di Pepo e Alessandro Bruni Ocaña in quelle di Pepo e di suo figlio, a cui la nonna si indirizza nel dialogo per raccontargli la storia della sua famiglia e del padre del giovane. Il nonno russo è l’unica presenza oltre ai due attori e appare in video proiettato sulla scenografia essenziale e totalmente bianca che balza da una parete all’altra proprio come un acrobata. La regia, invece, è curata da Elio De Capitani che si è basato sul soggetto e la sceneggiatura di Laura Forti, che dopo aver scoperto di essere imparentata con uno dei guerriglieri dell’attentato a Pinochet del 1986, ha voluto raccontare la sua storia.

Lo spettacolo è una riuscita combinazione tra il racconto storico e la storia privata della famiglia di Pepo, tanto che il titolo allude proprio alla capacità di scappare, adattarsi e cambiare casa con leggerezza in momenti bui come possono essere le dittature, sia a livello politico che personale. Si parla anche di valori, quelli di Salvador Allende che non permettono a Pepo di essere un acrobata ma che con la loro forza lo legano indissolubilmente alla sua terra. E sono proprio questi valori che parlano al pubblico giovane al quale lo spettacolo è indirizzato, senza dimenticare che parla tanto anche agli adulti, specialmente ai genitori, che rivedono nelle scelte della madre di Pepo i dilemmi di crescere e trasmettere i valori come la libertà e l’uguaglianza ai propri figli che, in alcuni casi, possono ritorcersi contro la vita stessa.

Teatro Elfo Puccini

Corso Buenos Aires 33, Milano

Fino al 4 febbraio

Orari: Dal lunedì al sabato ore 21.00, Domenica ore 16.30

Info e prenotazioni: tel. 02 00660606

 Francesca Taetti

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