Lost in Translation, al via la stagione di Teatro i

  • Viviana Gariboldi

stagione teatro iQual è il senso del teatro oggi? Si chiedeva anni fa un perplesso Peter Brook, giungendo alla conclusione che l'unico modo che il teatro ha per salvarsi è cercare di parlare del mondo che ci circonda.

Cercare di entrare in connessione con la realtà è la vocazione di Teatro i per la stagione 2017/2018. Indagarla e sviscerarla per trarne un senso e dare un senso. Alla realtà stessa, ma anche a noi che in essa ci dibattiamo senza capirne appieno i meccanismi. Facile sentirsi perduti, di fronte alla linea buia che intercorre tra noi e noi stessi, tra pensiero e azione, tra noi e gli altri. Tra ciò che vogliamo dire e ciò che gli altri capiscono. Perduti in un mare di interferenze di cui il linguaggio non riesce più a dare conto, troppo mutevole e mai esaustivo. Nella traduzione qualcosa va sempre perso.

Lost in Translation è il filo conduttore della nuova stagione 2017/2018 di Teatro i che attraverso spettacoli che danno voce alla nuova drammaturgia italiana e straniera, a opere di riscrittura di classici e a performances che prevedono linguaggi differenti, cercherà di indagare, attraverso la chiave interpretativa fornita dall'arte, una società fatta di confronti e conflitti, che troppo spesso si riducono solo a casi di cronaca.

Come ormai di consuetudine, l'inaugurazione e la chiusura della stagione sono affidate agli spettacoli del progetto Città Balena - il teatro che si mangia la città, volto ad una diversa fruizione del teatro e ad una marcata interattività col pubblico. Dopo aver presentato sia produzioni dello stesso Teatro i (Heartbreak Hotel e Si stava meglio #3 - Nostra Medea),  sia produzioni Alma Rosé (Playlist), questo interessante progetto chiuderà a giugno 2018 con Ricettario per un noir, sempre di Alma Rosé, sulla condizione di prigionia nella quale si trova l'artista contemporaneo a causa delle leggi del mercato, e con Solaris, per la regia di Paolo Bignamini.

Dopo questa densa cornice introduttiva,  la stagione entrerà nel vivo con Tropicana, un progetto di Frigoproduzioni, coprodotto da Teatro i con Associazione Culturale Gli Scarti, in scena dal 7 al 9  e dall'11 al 19 ottobre, nel quale l'omonima canzone-hit degli anni 80, scissa tra l'arcinota parte musicale spensierata e l'apocalittico testo che nessuno si è mai soffermato ad ascoltare, assurge a emblema di un fallimento comunicativo. Dal 25 al 30 ottobre il palco di via Gaudenzio Ferrari ospiterà i Fanny&Alexander con To be or not to be Roger Bernat, spettacolo che prende le mosse da una conferenza sulla figura di Amleto per avviare una riflessione sull'identità e sugli artisti.

Tu es libre, con la regia di Renzo Martinelli, in scena dal 15 novembre all'11 dicembre, è una sconcertante riflessione sulla libertà di scegliere, in nome della quale la protagonista, una giovane donna francese, partirà per la Siria e si unirà a Daesh. Questo testo, scritto da Francesca Garolla è il primo degli spettacoli proposti nell'ambito del progetto Fabulamundi, di cui Teatro i è uno dei partner italiani.

Vale la pena approfondire.

Fabulamundi Playwriting Europe - Beyond Borders? è un progetto di sostegno e diffusione della drammaturgia contemporanea europea attraverso una rete di teatri, festival, residenze, reading e masterclass, e vede coivolti artisti provenienti da Italia, Francia, Belgio, Romania, Germania, Inghilterra, Spagna, Austria, Repubblica Ceca e Polonia in una riflessione sul tema dei confini.

Grazie a questo progetto potremo apprezzare due testi del drammaturgo tedesco di origini coreane Bonn Park: Tristezza & Malinconia in scena dal 7 al 12 marzo 2018 e Il ringhio della Via Lattea il 14 marzo.

Bastarda, produzione Fragile Artists con Fattoria Vittadini, vede la partecipazione straordinaria di Paola Tintinelli, che con Noemi Bresciani tratterà della natura inevitabilmente ibrida della nostra identità. Ibridi e sul confine tra vita e morte, salute e follia saranno anche i protagonisti di A porte chiuse - Dentro l'anima che cuoce, produzione Teatri di Vita, Akròama T.L.S. e Teatri di Bari, ispirato a Sartre, e Delirio Bizzarro, produzione Carullo-Minasi e La Corte Ospitale, testo nato dal confronto con i pazienti psichiatrici del centro di salute mentale Il Camelot.

Infine tre spettacoli che nella loro diversità possono rendere l'idea della ricchezza della proposta di Teatro i per la stagione 2017/2018: Giuseppe Verdi a Napoli, di Antonio Tarantino, prende spunto dal carteggio tra Verdi e il suo librettista Salvatore Cammarano per immagnarsi un incontro tra lingue e gerarchie; un nuovo "episodio" di Heartbreak Hotel del collettivo Snaporaz, e il ritorno dopo il successo della scorsa stagione di Erodiàs, di Testori, per la regia di Renzo Martinelli.

Decisamente, ce n'è per tutti i gusti.

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