Riccardo III al Teatro Litta. Quando il potere fa game over

riccardo 3 ok

Il potere è un gioco. Anzi un videogioco. Non di quelli moderni da playstation, ma un po' naif in stile anni 80' quando una musichetta elettronica e degli omini luminosi bastavano a inchiodarti lì davanti allo schermo, eccitato, le mani a muoversi furiosamente sul joystick e tu che ti sentivi un po' Dio a controllare quelle figure saltellanti che potevano vivere o morire a seconda del tuo capriccio momentaneo.

Corrado d'Elia Riccardo III ce lo racconta un po' così, virtuale nella presenza (di Riccardo III cogliamo sempre e soltanto la voce), ma quantomai reale nella sua efficacia. Un Riccardo che, fedele al dettato shakespeariano, avanza di obiettivo in obiettivo (in questo caso sarebbe meglio dire di livello in livello) verso la meta finale: Essere Re.

I livelli rappresentano un crescendo di delitti, omicidi e nefandezze che vengono via via conseguiti senza alcun tipo di scrupolo, perché le vite che Riccardo III prende o per meglio dire fa prendere al suo tirapiedi Tyrrel (interpretato dal bravo Marco Brambilla), in fondo sono soltanto immagini, fotografie umane incarnate che per l'aspirante sovrano non rappresentano altro che pedine da eliminare per ottenere la vittoria.

Ma è poi vera vittoria? Al di là del game over finale in cui Riccardo III resta una voce inascoltata nel deserto di uno schermo vuoto, il potere che impersona non giunge mai all'appagamento, ricercando sempre nuove occasioni per esprimersi, per essere appunto “puro” potere. Che poi se ci pensate è un po' il modo di funzionare della nostra società, sempre volta all'entropia, alla consumazione di tutto, denaro, merci, ambiente, rapporti umani che dir si voglia, senza più nessun tipo di remora, perché questo è il sistema e così vanno le cose nel migliore dei mondi possibili. Oh yeah.

L'avidità di Riccardo III è la forza di un apparato invisibile, di cui si sono persi i contorni e la riconoscibilità, ma non la potenza a cui non riusciamo più ad opporci perché assorbiti dalla virtualità dell'esperienza e storditi da un ritornello musicale ossessivo e martellante che non ci permette neppure più di sentire il battito del nostro cuore.

In scena accanto alla presenza vocale di d'Elia, Andrea Bonati, Raffaella Boscolo, Marco Brambilla, Giovanni Carretti, Paolo Cosenza, Gianni Quillico, Chiara Salvucci, Antonio Valentino, offrono un'interpretazione carica di energia e intensità.

Da shock percettivo shakespeariano. 

Teatro Litta

Corso Magenta, 24 Milano

Dal 20 febbraio al 4 marzo

Orari: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16.30

Prezzi: Intero 24 euro, ridotto under26 16 euro, over65 12 euro

Info e prenotazioni: MTM (Manifatture Teatrali Milanesi) tel. 02/86454545 oppure email: biglietteria@mtmteatro.it

Copyright © 2006 - 2021 MilanoFree.it, testata registrata Trib. Milano n. 367 del 19/11/2014  IT11086080964