Teatro Verdi. In scena Alessandra Faiella con Il cielo in una pancia.

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Pensiamo con la pancia o con la testa? O forse con tutti e due? E quale delle due governa le nostre azioni? Questi e altri dilemmi sono l'oggetto di riflessione di Alessandra Faiella nel brillante spettacolo Il cielo in una pancia in scena al Teatro Verdi di Milano fino al 6 novembre con la regia di Andrea Lisco

Come si può vivere in una civiltà dominata da quella che Max Weber definiva razionalità strumentale, in cui tutti i nostri sforzi sono proiettati al raggiungimento del risultato, all'efficienza a ogni costo? Una civiltà in cui appare indispensabile essere freddi, cerebrali, calcolatori, se non si vuole essere travolti dall'inarrestabile ruota del progresso, schiacciati da un meccanismo perverso che ci spinge a catalogare tutto ciò che ricade sotto l'ambito delle emozioni come debolezza, distrazione se non addirittura pericolo?

La protagonista de Il cielo in una pancia affronta con leggerezza e incantata comicità, il problema dei due cervelli che abbiamo dentro, uno più in alto nella testa e l'altro più in giù nell'addome, che bisticciano in continuazione per prendere il controllo del nostro corpo.

Il racconto di Alessandra Faiella è quello di una donna che, raggiunta la «maturità», torna con la memoria al suo passato e ammette l'irresistibile dipendenza dalla propria pancia che, in barba alle raccomandazioni di una madre un po' all'antica per la quale la condotta perfetta è riassunta dal parlare poco, ubbidire molto e non  «rotolarsi nel fango», la spinge a lasciarsi andare ai sentimenti e a dare ascolto più spesso al cuore che alla mente. 

Lo spettacolo di Alessandra e dei suoi maldestri tentativi di governare i propri impulsi a «sragionare» attraverso due neuroni cerebrali che parlano come due perfetti baùscia, è davvero spassoso e regala interessanti spunti di riflessione.

Il ritmo del lavoro, sempre ben sostenuto, favorisce la partecipazione del pubblico in sala con risate e commenti spontanei perché come si fa a non riconoscersi nell'adolescente anni 80' perdutamente innamorata del ragazzotto di turno (basso e brutto ma un Apollo agli occhi della ragazza) che non la caga manco di striscio, mentre lei sogna di limonare duro con lui sulle note di Noi ragazzi di oggi di Luis Miguel?

Circondata da palloncini grazie ai quali sogna di prendere il volo, l'appassionata sognatrice cresce, diventa mamma e scopre che in fondo, poi, non c'è niente di male ad ascoltare la propria pancia, perché lei, la pancia, forse sa più cose di quante il nostro cervello se ne possa immaginare.

Il cielo in una pancia è l'ideale per chi abbia voglia di assistere a uno spettacolo spensierato e non banale, ma soprattutto per chi, come il sottoscritto, abbia una spiccata e incontrollabile propensione a ragionare con le proprie viscere!

 

Teatro Verdi,
Via Pastrengo 16, Milano

dal 26 Ottobre al 6 novembre
giovedì-sabato ore 20.30 (riposo lunedì 31 ottobre e martedì 1 novembre)
domenica ore 16.30

 

 

 

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