Torna a Milano lo Slava Snow Show

slavasnowshowdueImmaginiamo una compagnia di clown vivace, maldestra e variopinta, trapiantata all'interno del contesto teatrale, solenne e formale, discreto e monocromo. E' così che nasce lo Slava Snow Show, idea e progetto di Slava Polunin, uno dei più grandi e innovativi clown di sempre, attore e regista russo e sognatore, che tra aprile e maggio 2014 tornerà a cavalcare il palco del Piccolo Teatro di Milano.

Ancora una volta, le luci della sala si spegneranno, lo Strehler si farà buio e silenzioso. Ed è in questo momento che avrà inizio lo Spettacolo (sì, il maiuscolo non è casuale) del regista russo, e che gli spettatori verranno scaraventati dentro al mondo fantastico ricreato da Polunin, nostalgico dell'infanzia e della magia che essa si porta dentro.

Lo Slava Snow Show porta con sè un pathos sovrastante, che a ogni rappresentazione domina la sala. E' iimpossibile non accorgersene, perchè basta guardarsi attorno, coloro che, un attimo prima seduti compostamente sulle loro poltrone, ora fremono, sorridono, ridono e si commuovono.

Sul palco, ancora una volta, andrà in scena il sogno di Polunin. L'infanzia incontaminata, perduta e ritrovata, che viene respirata dalla platea grazie a tutti quegli elementi scenici ed artistici che arricchiscono e completano lo Spettacolo: le scenografie, imponenti e fiabesche, le musiche suggestive, la presenza scenica, i gesti e le danze, la poesia di cui tutto lo Spettacolo è intriso e gli effetti speciali sono disposti orizzontalmente e senza gerarchia, affinacandosi e completandosi, per tutta la durata del dramma. Un'opera d'arte totale, un'utopia wagneriana realizzata da un semplice clown, uno Spettacolo che racchiude in sè qualsiasi forma artistica e tutti i linguaggi espressivi, dentro cui si può piano piano annegare, lungo il corso di tutta la messinscena.

Sono certa che anche i più scettici, che all'entrata del Piccolo credono di accingersi a vedere uno "spettacolino da clown", avranno modo di ricredersi, trovandosi dinnanzi ad uno Spettacolo che ha uno spessore indubbo, in cui i personaggi non sono meri clown maldestri ma figure delineate da profondità e caratterizzazioni, sensibili e divertenti, dalla comicità chapliniana. Personaggi che il pubblico sente e vive, a cui si affeziona e si avvicina, emotivamente e fisicamente parlando, nel momento in cui la quarta parete viene spezzata, spaccata, sfondata, e l'intero impianto teatrale, dal palco alla piccionaia, viene coinvolto nella messinscena, allontanandosi dal classico teatro di ruoli, spazi limite e azioni predeterminate. 

Quello che rimarrà dello Slava Snow Show sarà soprattutto il ricordo del manager con la cravatta,  dell'anziana signora con le perle alle orecchie e del bambino con le scarpe da ginnastica bucate sulla punta, che vedono scorrere sulle loro teste una soffice ragnatela bianca e degli enormi palloni colorati, e non saranno in grado - nè il manager nè l'anziana signora nè il bambino con le scarpe buche - di contenere e nascondere il proprio stupore, la meraviglia e la gioia.

Non esisteranno più ruoli, classi, anni e ceti, perchè lo Slava ridona quell'essenza che spesso, nel caos del tempo e del mondo, viene persa per strada, trascurata e dimenticata. 

Tutto rimane fuori dal teatro e verrà probabilmente ripreso da ogni anima al termine della rappresentazione. Certo, però, tutti, proprio tutti, dovrebbero godere, almeno una volta, di quell'aria leggera, galleggiante e colorata che si respira dentro il teatro quando Polunin va in scena. E portarsela sempre un po' dentro.

Slava Snow Show

dal 23 aprile al 4 maggio 2014
Piccolo Teatro
via Largo Geppi

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