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  • Tradimenti di Pinter al Teatro Fontana dal 6 al 17 ottobre 2021

Tradimenti di Pinter al Teatro Fontana dal 6 al 17 ottobre 2021

  • Mariella Bussolati

Pinter TradimentiDopo due anni di pausa, dovuti alla pandemia, Harold Pinter torna in scena e apre la stagione 2021/2022 del Teatro Fontana. Una scelta interessante, visto che il drammaturgo inglese è noto per per essere l'autore dell'assurdo.

Ovvero la situazione che abbiamo vissuto. Tradimenti, che era già stato messo in scena nel 2019, racconta la situazione del solito triangolo: lui, Gerry l'amante, Stefano Braschi, lei, la raffinata Emma, Stefania Medri, Robert, il marito, Michele Sinisi, che è anche il regista. La storia tra i due traditori viene però raccontata a ritroso, partendo da un incontro, due anni dopo che è finita e proprio il giorno dopo che Emma e Robert hanno deciso di separarsi. Già qui emergono nuovi particolari: lei ha un altro amore nascosto, il marito ha confessato la sera prima di avere avuto molte altre storie.

E per sottolineare il paradosso, i personaggi non sono indipendenti uno dall'altro, perché Robert e Gerry sono molto amici, tanto che Robert si domanda se non avrebbe dovuto innamorarsi di lui, e l'innamorato di Emma, Casey, fa parte dell'entourage di scrittori che Gerry, cercatore di talenti e Robert, editore di libri, conoscono bene.

L'unico che apparentemente è immune da questi intrighi è Gerry, che però rivela che sua moglie ha un ammiratore. Quello che viene rappresentato è dunque un intreccio a tratti violento, che si svolge sotto a un tabellone luminoso che tiene il tempo dello svolgimento.

Le lettere che appaiono e scandiscono i tempi fanno uscire dalla finzione e schiaffano violentemente in faccia la realtà dell'infedeltà, che è soprattutto quella verso se stessi o come si voleva essere. Il testo di Pinter, che riesce a non esprimere nessun giudizio morale. smantella ogni certezza e anche il piccolo mondo borghese, fatto di sicurezze e moralità che non hanno senso e di una capacità di non reagire alle menzogne, trattandole come se, anzi, fossero elementi della vita. Lui stesso d'altronde scrisse questa commedia ispirandosi alla sua relazione extraconiugale con la presentatrice della BBC Joan Bakewell, durata per sette anni, come quella rappresentata. 

L'unica cosa che sembra non crollare è lo squash, lo sport che due amici giocavano insieme, e che ora Robert gioca con la nuova passione di Emma. Un momento decisamente maschile, di confronto, ma anche di birra e di caffè, al quale le donne non devono partecipare. L'unico simbolo di un rapporto trasparente, l'unico accenno a una differenza di comportamento di genere.

L'ironia sottile pervade ogni parola, ogni movimento, ogni messa in scena, compresa l'apparizione di Robert con indosso una grande testa di cervo, dotata di lunghe corna, a un pranzo con l'amico. 

Così è anche il finale, la sequenza della festa in cui è nato tutto. Una lunga playlist di successi degli anni Ottanta, da Madonna a Michael Jackson, i Duran Duran, i Clash, i Cure, a sincroni rispetto all'epoca dello spettacolo, gli anni Settanta. Dura nove minuti durante i quali c'è solo Emma che danza come si farebbe a una festa delle medie, forse a sottolineare l'inadeguatezza alla situazione che le si stava preparando. Diventa una scelta di regia che sottolinea ancora di più l'astrusità della situazione.

Sarebbe stato bello che il pubblico potesse alzarsi e mettersi a ballare sul palco per partecipare a sua volta a una saga a cui tutti in realtà, volenti o nolenti, apparteniamo. Ma si perderebbero le ultime battute, quelle che sottolineano una volta per sempre l'aberrazione: Gerry dichiara il proprio amore a Emma con la scusa di essere ubriaco e poi si prende il tempo di spiegarlo a Robert, giustificandosi perché non può fare a meno di essere così.

 

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