Giambellino, il quartiere della Ballata del Cerutti: storia e volti di Milano popolare

Il Giambellino è un quartiere popolare del sud-ovest di Milano, nel Municipio 6, gemello del vicino Lorenteggio. È il quartiere delle case con i cortili a ringhiera, delle fabbriche di un tempo e di una comunità molto legata, e deve parte della sua fama a una canzone: “La ballata del Cerutti” di Giorgio Gaber, ambientata proprio al bar del Giambellino.
Il nome e le origini
Il nome deriva da Giovanni Bellini, il pittore veneziano del Rinascimento detto “il Giambellino”: all’inizio del Novecento gli fu dedicata la via principale, fino ad allora nota come “prolungamento di via Solari”, e il nome si estese a tutta la zona.
Il quartiere nasce negli anni Venti come area di case minime per gli operai delle fabbriche del Lorenteggio, vicino alla zona industriale di Porta Genova e al Naviglio Grande. Dagli anni Trenta il Comune costruisce i primi complessi popolari, con cortili a ringhiera e negozi sotto casa; nel 1940 il quartiere ospita gli italiani rimpatriati dalla Francia dopo la dichiarazione di guerra, e negli anni Cinquanta arrivano famiglie dal Sud e dal Veneto. Sulla vicina strada trovi la storia di via Lorenteggio.
Un quartiere popolare e complesso
Tra gli anni Sessanta e Settanta il Giambellino è un quartiere di nebbie e casermoni, evocato anche da Giovanni Testori in Nebbia al Giambellino. È anche teatro di microcriminalità e gangsterismo, legato al nome di Francis Turatello, ed è qui che cresce Renato Vallanzasca, di cui parliamo in Vallanzasca e la Milano noir.
Ma è anche un quartiere di iniziative civili e culturali: il Centro culturale CRUD (Centro rionale di unità democratica), inaugurato alla presenza di Paolo Grassi e Giorgio Strehler, e la scuola sperimentale Rinascita. Tra i personaggi che vi hanno abitato si ricordano Richi Maiocchi dei Camaleonti, Lucio Battisti e Diego Abatantuono.
La ballata del Cerutti
“La ballata del Cerutti” è una canzone del 1960 di Giorgio Gaber, scritta con Umberto Simonetta (e Renato Angiolini), pubblicata da Ricordi e inserita nel primo album di Gaber, del 1961. È una parodia delle ballate celebrative americane, come quelle su Tom Dooley e Davy Crockett: al posto di un eroe racconta le avventure di un ventenne qualunque, scansafatiche e spiantato, che passa il tempo con gli amici al bar del Giambellino, finisce nei guai con la legge e torna nel suo quartiere.
I luoghi sono reali: il bar del Giambellino esisteva davvero e il “terzo raggio” a cui allude la canzone è quello del carcere di San Vittore (ne parliamo in le carceri storiche di Milano). Il nome del protagonista, invece, è di fantasia. Del brano esistono anche versioni di Nanni Svampa e di Gianni Morandi.
Il testo è protetto da diritto d’autore: si può leggere sul sito ufficiale della Fondazione Giorgio Gaber. Su Gaber e le sue canzoni, in questo sito: le più belle canzoni di Gaber.
Il Giambellino oggi e come arrivare
Negli ultimi anni il quartiere è stato interessato da progetti di riqualificazione e dall’arrivo della metropolitana M4, che ha una fermata Giambellino. Si raggiunge anche con il tram 14 e con diverse linee di autobus. Per orientarti tra i municipi puoi consultare la nostra guida ai quartieri di Milano.
Domande frequenti
Perché si chiama Giambellino?
Dal pittore Giovanni Bellini, detto “il Giambellino”, a cui all’inizio del Novecento fu dedicata la via principale del quartiere.
Chi è il Cerutti Gino della canzone?
È il protagonista della “Ballata del Cerutti” di Giorgio Gaber: un ragazzo qualunque del Giambellino. Il nome è di fantasia, ma il bar e i luoghi descritti esistevano davvero.
Chi ha scritto La ballata del Cerutti?
Giorgio Gaber con Umberto Simonetta e Renato Angiolini; il brano è del 1960 e apparve nel primo album di Gaber, nel 1961.
Dov’è il Giambellino?
Nel sud-ovest di Milano, nel Municipio 6, tra Porta Genova, il Naviglio Grande e Lorenteggio.
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