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Animali fantastici: il bestiario tra mito, araldica e simboli di Milano

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Il bestiario fantastico: creature immaginate nei secoli con una ricca simbologia, dal basilisco al biscione dei Visconti.

Nella storia dell'umana immaginazione vi sono anche gli animali fantastici, immaginati e creati con scopi ben precisi e con una simbologia ricca di spunti. Con quest'articolo ve ne voglio presentare alcuni: qualcuno sicuramente non nuovo come nome, la cui conoscenza permette però di capirne il significato e di leggere il contesto in cui viene rappresentato. Animali fantastici li troviamo nei romanzi fantasy, nelle favole e nella filmografia — ma anche, come vedremo, nell'araldica e persino nel simbolo della città di Milano. Come mio solito, seguo un ordine alfabetico.

Anfesibena

Animale fantastico dotato di due teste, una a ogni estremità del corpo, con occhi che brillano come lampade. Ha il potere di procedere in avanti e all'indietro. Il suo nome deriva dal latino amphisbaena, col significato di "che va in due direzioni". Leonardo da Vinci cita questo animale quando afferma: «Questa ha due teste, l'una nel suo loco, l'altra nella coda, come se non bastassi che da un solo loco gittassi il veleno». La troviamo citata nel canto XXIV dell'Inferno di Dante — dove Dante attinge alla Pharsalia di Lucano, elencandola tra i serpenti che tormentano i ladri — e nell'album L'ultima Thule di Francesco Guccini. Nell'araldica è detta "anfisbena" e figura come un serpente disposto a forma di 5 o di S. Simboleggia la vittoria del Bene sul Male, la dualità delle situazioni, un pericolo doppio, ma anche la rinascita e l'unità.

Basilisco (e il biscione di Milano)

Animale fiabesco il cui nome, dal greco antico, significa "piccolo re" — è citato anche come "re dei serpenti". Secondo le descrizioni medievali si riteneva nato da un uovo senza tuorlo deposto da un gallo anziano e covato da un rospo. Si racconta che avesse il potere di uccidere o pietrificare con un solo sguardo. Nell'età medievale la sua descrizione iniziò a inglobare caratteristiche proprie dei galli, avvicinandolo alla coccatrice. Nonostante fosse ritenuto invincibile, aveva due nemici mortali: le donnole (che però morivano anch'esse dopo averlo ucciso) e i galli, il cui canto gli era letale. Il leggendario Ermete Trismegisto sosteneva che con le ceneri del basilisco si potesse trasformare l'argento in oro.

Il basilisco è spesso accomunato al "biscione", il celebre simbolo del casato dei Visconti e della città di Milano — anche se la sua origine è distinta. Il biscione visconteo (in lombardo el bisson), rappresentato nell'atto di inghiottire un fanciullo, è più propriamente legato al latino anguis (serpente): secondo lo studioso Michel Pastoureau i Visconti erano in origine signori di Anguaria, nome che evoca proprio il serpente. Le leggende successive lo collegarono a un saraceno ucciso durante le Crociate oppure al drago Tarantasio. Il biscione è oggi uno dei principali simboli di Milano, ripreso anche dallo stemma dell'Alfa Romeo e dell'Inter. Nell'araldica il basilisco simboleggia potenza ed eternità, ma anche calunnia, contagio e colpa, per via del suo fiato pestifero.

Bucentauro

Centauro con il corpo di bue o di toro e il busto umano. È un simbolo mitico che manifesta la dualità essenziale dell'uomo, nel quale predomina la parte inferiore. L'origine del nome è greca, ma si lega alla voce veneta burcio, che indicava la nave di parata destinata alle solenni cerimonie pubbliche; per antonomasia, quella usata dalla Repubblica di Venezia per la cerimonia annuale dello "sposalizio col mare", nel giorno dell'Ascensione. È raramente usato in araldica. Simboleggia il potere, la grandezza e la bellezza.

Coccatrice

Detta anche gallo serpente, è una creatura dal corpo di drago o di viverna (rettile alato bipede), con testa di gallo, lingua biforcuta e coda lunga e squamosa. Si diceva che nascesse da un uovo di gallina covato da un serpente o da un rospo per sette o nove anni. Con il tocco o con l'alito poteva pietrificare o uccidere: presenta una forte somiglianza con il basilisco. Figura presente, se pur non comune, in araldica — ad esempio nello stemma del comune di Bornholm in Danimarca o come simbolo del No. 3 Squadron della Royal Air Force.

Dracontopode

Il termine deriva dal latino, con significato di "dai piedi di drago". È un essere dal volto umano e dal corpo di serpente, talvolta dotato anche di braccia e torso umani. Lo si può ammirare nell'affresco della volta della Cappella Sistina di Michelangelo, dove il serpente tentatore, raffigurato come una figura femminile avvinta all'Albero della conoscenza, induce Eva alla tentazione. Riferimenti storici si trovano nello Speculum naturale di Vincenzo di Beauvais, nel De animalibus di Alberto Magno e nel romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa.

Gargolla (o garguglia)

È la parte terminale dello scarico dei canali di gronda, o grondaie. Si trova in molte chiese e cattedrali cristiane e negli edifici civili del periodo medievale, spesso scolpita in forme mostruose. Il termine è onomatopeico, collegato al gorgoglio dell'acqua. Le più celebri sono quelle gotiche di Notre-Dame a Parigi.

Ittiocentauro

Creatura con busto umano, zampe anteriori da cavallo e coda di pesce. Figura molto usata nell'iconografia, erano considerati cavalcature delle Ninfe. Afro, personificazione della schiuma del mare, e Bito, personificazione della profondità del mare, sono i due ittiocentauri più noti.

Licantropo

Letteralmente "lupo umano", detto anche lupo mannaro o uomo lupo. La leggenda narra di un essere umano condannato da una maledizione a trasformarsi in bestia feroce a ogni plenilunio: preferibilmente in lupo, ma anche in orso o volpe. È un mito presente in molte culture; in Italia, a seconda della regione, assume nomi propri come "Malaluna". Anticamente, per divenire lupo mannaro era necessario ricorrere a riti magici; solo più tardi si è introdotta l'idea del morso di un altro licantropo. Per ucciderlo, secondo la tradizione, lo si deve colpire con una lama d'argento. Esiste anche la "licantropia clinica", rarissima sindrome psichiatrica in cui la persona assume atteggiamenti da lupo.

Naberius

È un demone che si presenta con tre teste di cane o di corvo. Ha una voce rauca ma una presenza amabile ed eloquente; a volte è rappresentato come una gru nera. Secondo la tradizione demonologica, può rendere l'uomo abile in tutte le arti, specialmente nella retorica.

Succubo

Dal latino succuba ("amante"), è un demone di aspetto femminile che seduceva gli uomini — specialmente i monaci — per avere rapporti e assoggettarli. Secondo il Malleus Maleficarum (il "Martello delle streghe"), le succubi giacevano con gli uomini fino a sfinirli. Nell'atto sessuale, i demoni maschi sono detti Incubi e le femmine Succubi. Il termine "succube" si usa ancora oggi per indicare qualcuno sottomesso o asservito a un altro.

Uomo rettile (o uomo serpente)

Le sue fattezze sono quelle di un rettile umanoide. Nella letteratura ermetica ed esoterica erano così chiamati gli iniziati. Molte sono le culture in cui è presente questa figura. Nel Giudizio Universale di Hieronymus Bosch è rappresentata una donna con una coda da serpente, a volte con piedi di rettile, che tenta i progenitori. Nei film legati all'ufologia e alle civiltà extraterrestri, l'uomo rettile è una presenza ricorrente.

Mi rendo conto che è giunta l'ora di fermarmi e, facendolo, spero di aver solleticato la curiosità di qualche lettore o lettrice.

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A cura di Oliver

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