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El ciccolattee: chi era il cioccolataio a Milano e perché si dice “fare la figura del cioccolataio”

  • Redazione MilanoFree.it
Un cioccolataio al lavoro in bottega con paioli di rame e utensili
Il ciccolattee milanese: il cioccolataio che preparava la cioccolata calda per grandi e piccoli.

Chi era il ciccolattee

El ciccolattee era il cioccolataio: artigiano e bottegaio che preparava e serviva la cioccolata calda, spesso macinando e lavorando sul posto la pasta di cacao. Figure ormai scomparse, i cioccolatai meneghini animavano piccoli locali frequentati da famiglie, studenti e lavoratori: luoghi caldi e profumati, dove i cogomitt (paioli) di rame lucidi brillavano come specchi.

Botteghe, insegne e iconografia

Una particolarità delle botteghe dei cioccolatai erano le insegne appoggiate alle pareti esterne, accanto all’ingresso, nate per invogliare i passanti alla sosta. Le raffigurazioni più comuni mostravano garzoni al lavoro – vigorosi, talvolta baffuti – intenti a mescolare la pasta di cacao in grandi paioli, oppure immagini (oggi riconosciute come stereotipate) legate alle piantagioni del cacao.

Versi d’epoca

«La gh’è pù, la gh’è pù; spazzada anch leela botteghetta del ciccolattee.
Quj botteghitt scur scur, quj bus de ratt
dove andaven a bev el ciccolatt,
prima che ’l so el spontass, i noster vecc...
Quj cogomitt de ramm, lùster ’me specc...»

— G. Bolza

«E quii ciccolattee cont pitturada
La figura d’on omm cont i brasc biott
Masnand el ciccolatt cont el borlott...»

— O. Chiesa

“Fare la figura del cioccolataio”: significato e ipotesi

In milanese si dice “fà ona figura de ciccolattee” (fare una figuraccia). L’origine precisa dell’espressione non è documentata con certezza; circolano però alcune ipotesi:

  • Insegne rovinate: le figure dipinte alla buona, scolorite dalle intemperie, avrebbero dato un’idea di trascuratezza, da cui l’espressione.
  • “Mestiere impiastricciato”: volto e abiti dei garzoni, spesso sporchi di cacao e sudore per via dei mortai e dei paioli a cielo aperto, rimandavano a una presenza poco “presentabile”.
  • La leggenda della carrozza: un racconto popolare (attribuito in ambito piemontese tra Sette e Ottocento) narra di un cioccolatiere che ostentava una carrozza trainata da quattro cavalli, suscitando l’irritazione dei reali. La frase “non voglio fare la figura di un cioccolataio” sarebbe nata per marcare le distanze dall’ostentazione del borghese arricchito. Resta, ad oggi, una suggestione non comprovata da fonti primarie.

In ogni caso, l’idioma è rimasto nell’uso come sinonimo di brutta figura.

Nota sul linguaggio d’epoca

Alcuni termini o immagini citati nei versi e nelle cronache storiche riflettono linguaggi e rappresentazioni del passato, oggi superati. Li riportiamo come testimonianza storica, senza avallarne gli stereotipi.

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