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El Giasee: il venditore di ghiaccio nella Milano di una volta

  • Redazione MilanoFree.it

Il mestiere del giasee oggi sembra quasi surreale, eppure fino all’arrivo dei frigoriferi domestici era normalissimo: se volevi tenere fresco il cibo, ti serviva il ghiaccio. E il ghiaccio, in casa, non lo potevi certo “fabbricare”.

El giasee a Milano: carretto del ghiaccio nei primi del Novecento
Il giasee (venditore di ghiaccio) con il suo carretto: un mestiere indispensabile prima del frigo.

Chi era el giasee

El giasee era l’uomo del ghiaccio: passava per strade e cortili con un carrettino (poi anche con mezzi motorizzati), consegnando pani di ghiaccio o pezzi più piccoli a negozianti e famiglie. Un lavoro di fatica, quotidiano, e per molti bambini anche “magico”: attorno al carretto si creava sempre un piccolo capannello di curiosi.

Come si conservava il cibo prima del frigorifero

Prima dei frigoriferi elettrici, in tante case si usavano le ghiacciaie: contenitori o mobiletti (spesso rivestiti internamente) dove si inseriva un blocco di ghiaccio in uno scomparto dedicato. Il freddo “scendeva” e aiutava a tenere latte, burro, formaggi, carne, avanzi e bevande a una temperatura più sicura, almeno per un certo tempo.

Non era una soluzione perfetta: il ghiaccio si scioglieva, andava sostituito e bisognava gestire l’acqua di fusione. Però, per l’epoca, era una rivoluzione domestica.

Come funzionava la vendita del ghiaccio

Il giasee trasportava grossi blocchi (spesso molto pesanti) avvolti e sistemati sul carretto. Il ghiaccio veniva tagliato o spezzato al momento, in base a quanto ne serviva. I pezzi più piccoli, quelli che si staccavano “rompendo” i pani, diventavano spesso la gioia dei bambini che correvano intorno al carretto.

Era un mestiere che racconta bene una Milano di cortili e ringhiere: bastava sentire arrivare il giasee e in un attimo qualcuno scendeva con secchi, contenitori, richieste, chiacchiere.

Chi acquistava il ghiaccio?

Praticamente tutti: negozianti, baristi, ristoratori, venditori di cocomeri e frutta, ma anche privati. I più benestanti erano spesso dotati di una ghiacciaia “seria” che garantiva qualche giorno di fresco; chi viveva più alla giornata si arrangiava con un secchio e un po’ di ghiaccio per tenere al fresco almeno una bottiglia o pochi alimenti delicati.

Oggi, cosa resta di questo mestiere

Con la diffusione dei frigoriferi domestici, il lavoro del giasee si è ridotto fino quasi a sparire: è uno di quei mestieri che si sono sciolti come neve al sole. Ma resta nella memoria di quartiere, nelle foto d’epoca e nelle storie raccontate dai nonni.

Ghiacciaia storica: esempio di conservazione del freddo prima dei frigoriferi
Le ghiacciaie erano una soluzione ingegnosa per conservare il freddo prima dei frigoriferi.

La vita di tutti i giorni, solo un centinaio di anni fa, era davvero complicata. Ricordiamocelo quando, comodi sul divano, sorseggiamo una bevanda fresca e diamo un comando vocale ad Alexa o Google.

FAQ

Che cosa significa “giasee”?

Giasee è il nome (in dialetto milanese) del venditore di ghiaccio, quello che portava il ghiaccio casa per casa o alle botteghe.

Perché era un mestiere così importante?

Perché senza frigorifero il ghiaccio era fondamentale per conservare il cibo e raffreddare le bevande. La consegna regolare permetteva alle famiglie di gestire meglio spesa e avanzi.

Esiste ancora oggi la vendita di ghiaccio a domicilio?

Non come un tempo. Oggi il ghiaccio si compra soprattutto al supermercato o tramite fornitori per eventi e locali, ma la figura del giasee “di cortile” è diventata un ricordo della Milano popolare.

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