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Festa della Candelora a Milano

candelora milanoTra alcuni giorni, precisamente il 2 febbraio, ricorre la festa della Candelora, in milanese “Fèsta de la Serioeùla”, che ricorda la presentazione di Gesù al Tempio e conosciuta anche come festa della Purificazione di Maria, poiché secondo l’usanza ebraica, una donna che aveva partorito un figlio maschio, era considerata impura per sette giorni, e per altri trentatré non poteva accedere al Tempio, così si compivano quaranta giorni, sappiamo che il numero 40 è simbolo della prova e di purificazione, e quindi doveva recarsi al Tempio per purificarsi. Il due febbraio cade esattamente quaranta giorni dopo la nascita di Gesù.

Il nome candelora si deve al fatto che in questo giorno sono benedette le candele, che divengono simbolo di Cristo, che è “Luce per illuminare le genti”, come disse di Lui il vecchio Simeone, e com’è paragonato da Giovanni nell’apertura del suo Vangelo. La Luce che ci illumina, e ci toglie dalle tenebre del Male, del peccato e quindi della Morte, ecco perché terminato il rito, la candela si porta a casa, pronta per essere accesa in caso di necessità, ovviamente non legate alla mancanza di corrente ma necessità legate all’anima o a difficoltà materiali.

La celebrazione della candelora risale tuttavia a tradizioni precristiane, celebrata anche da riti pagani legati però al ciclo della natura e alla fertilità della terra. Il termine ricorda le “Calende”, che era il primo giorno del mese legato alla luna nuova, e da qui viene anche il nome Calendario. Pare doversi a Papa Gelasio I l’evolversi della festa, da pagana, dedicata al fauno Luperco, da cui i Lupercali, a festa cristiana e nella nostra Lombardia molti sono i riti che si compiono per questa ricorrenza.

Un’usanza era quella che terminato la santa Messa e benedette le candele, si portavano, in processione, alle malate e alle persone anziane o sole che non potevano uscire da casa. In alcuni paesi vi era anche la presenza della Banda musicale locale a sottolineare l’importanza della festa. Poiché questa ricorrenza è legata ad antichi riti agro-pastorali, ecco che non mancano accostamenti alla cucina, con piatti che richiamano il legame con la terra. Ancora, sempre per rilevare questo legame, si fa riferimento a particolari animali, come ad esempio l’Orso, che osserva il tempo per sentire se l’avvicinarsi della primavera è vicino o se conviene rintanarsi ancora per un po’. Della Marmotta, che esce dalla tana per fiutare l’aria e valutare la situazione dell’andamento della stagione. Anche ai proverbi tuttavia è riservato un posto per questa ricorrenza.

Ne cito tre, il primo sicuramente più conosciuto.

- Per la Candelora dall’inverno siamo fora, ma se piove e tira vento, nell’inverno semo ancora dentro.

- Delle cere la giornata ti dimostra la vernata, se vedrai pioggia minuta, la vernata l’è compiuta, ma se vedi marzo chiaro, siamo ancor come gennaro.

- Se per la Candelora il tempo è bello, avremo più vino che vinello.

Nella nostra Milano, nel XVI secolo, a questa giornata si dedicava una processione, portando un’Icona della Madonna, che partiva dalla chiesa di Santa Maria Beltrame, e giungeva sino all’interno del Duomo. Oggi invece la processione si svolge all’interno della Cattedrale, si parte dall’altare detto della Madonna dell’Albero, portando in processione, dopo aver benedetto e distribuito ai fedeli la candela, da due Diaconi, su una portantina, una tavola a cuspide, detta “Idea”, che raffigura, su un lato la Madonna che presenta Gesù al Tempio, con Simeone e Anna, e dall’altra parte la Vergine in trono con il Bambino Gesù. Quest’Icona è portata all’altare maggiore, dove resta esposta alla venerazione dei fedeli per tutta la giornata di festa.

 Il Barbapedana

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