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La vita milanese nell'epoca napoleonica: Milano capitale del Regno d'Italia

Ecco uno spaccato della vita dei milanesi nell'epoca napoleonica, datata 1805. Sono trascorsi ben 221 anni da allora, e ovviamente moltissime cose sono cambiate, ma conoscere la storia passata per comprendere meglio il presente ritengo sia sicuramente utile. Proviamo allora a curiosare un poco.milano napoleonica mf

Milano capitale del Regno d'Italia

La Repubblica si tramuta, con l'ascesa del Bonaparte, in Regno d'Italia, e Milano ne diviene capitale, mettendosi alla testa della nuova civiltà italiana e godendo di una preminenza politica e civile. I milanesi furono audaci organizzatori e riformatori della politica, facendo di Milano un grande centro culturale.

Un grande centro culturale

Fu permesso il sorgere, ad esempio, dell'Istituto Lombardo di Scienze, Lettere e Arti, di cui alcuni primi membri furono Alessandro Volta, Andrea Appiani, Vincenzo Monti e altri. L'Accademia delle Belle Arti prese nuovo sviluppo, tanto che nel 1805 si iniziò l'annuale esposizione di belle arti, che acquisì, nel tempo, sempre più rinomanza.

Venne fondato il "Gabinetto Numismatico"; si inaugurò il Conservatorio di Musica; venne fondato il Collegio Reale delle fanciulle e si istituirono premi per concorsi artistici. Milano diveniva il centro intellettuale, e questo faceva sì che i migliori ingegni venissero a vivere in città. Allora Milano contava 127.000 abitanti e possedeva 18 Scuole normali — quelle che poi si sarebbero chiamate elementari —, due ginnasi, cattedre speciali di chimica, di chirurgia, di anatomia, di ostetricia, di diritto pubblico e commerciale, e un collegio militare.

I nuovi lavori pubblici

Anche nuovi lavori pubblici furono iniziati: al Parco di Monza furono assegnati dieci milioni per il suo miglioramento, venivano avviati i lavori per il canale tra Milano e Pavia, si costruiva l'Arco del Sempione e l'Arena, si terminava la facciata del Duomo (anche se sappiamo che i lavori attinenti al Duomo non sono mai finiti).

Milano si stava rinnovando, e una rosea speranza invadeva un po' tutti gli abitanti, certi di un avvenire splendido. Questo entusiasmo portò all'idea degli "sventramenti" e dei "rettifili" per portare aria e luce in ogni via della città.

Il piano regolatore del 1807

Su questo entusiasmo fu presentato a Napoleone un nuovo piano regolatore — siamo nel 1807 — oggi conservato nell'Archivio Storico Civico al Castello Sforzesco. Leggendo l'incartamento si viene a sapere che l'arteria principale doveva essere una grande strada diritta, che dal Foro Bonaparte giungesse all'Ospedale Maggiore; parallelo a questo, un altro rettifilo doveva nascere dal punto d'incrocio del corso di Porta Vercellina con la contrada di San Giovanni sul Muro, radere al suolo la piazza Borromeo e terminare a fianco di San Sebastiano.

La via Rastrelli doveva essere di molto allargata per valorizzare il Palazzo Reale. Anche per piazza Duomo erano previste modifiche che prevedevano l'abbattimento di alcuni palazzi (effettivamente abbattuti molti anni dopo). Da sopra la chiesa di San Babila si tagliava la corsia dei Servi — oggi corso Vittorio Emanuele — demolendone la chiesa di piazza San Carlo, immettendo così in piazza Fontana e demolendo alcuni palazzi d'intorno: piazza che doveva divenire un centro di pubblici uffici.

Questi e altri intenti erano presentati per l'approvazione. Sicuramente, in questi progetti, la fantasia aveva preso il posto della ragione, in quanto tali progetti rimasero inattuabili.

Industria, commerci e agricoltura

Nell'industria, nei commerci, nell'agricoltura si cercava di favorire tutte quelle iniziative che facevano intravvedere un buon risultato: a tal proposito si introducevano Accademie e Cattedre agrarie; si istituirono premi per favorire l'industria delle api, dei combustibili fossili, della produzione del ferro. Si istruiva il pubblico sulla coltivazione e produzione dei vini, sulla conduzione dei boschi, sui bachi da seta e sull'allevamento di greggi.

Veniva costituito un fondo per l'acquisto di macchine da filare; fu introdotto il torchio per battere monete all'anello e si implementò con ottimi risultati la fusione dei bronzi. Molti giovani trovavano impiego e lavoro.

Feste, spettacoli e vita di corte

Spettacoli di luminarie, feste, fuochi d'artificio, pranzi a corte, balli nei teatri, corse di bighe nell'arena, splendidi carri carnevaleschi attraversarono la città, richiamando il popolo a godersi in spensieratezza la città.

Il rovescio della medaglia

Ovviamente, essendo la medaglia a due facce, vi era anche la parte dolente, e questa vedeva: la mancanza di libertà, la prepotenza della polizia, le salate imposte sempre in aumento, lo sperpero inutile di vite di giovani sui campi di battaglia in Germania e Russia. Questo aveva minato l'entusiasmo del popolo, tanto che, caduto Napoleone, anche il Regno d'Italia si sfasciò e Milano fu teatro di tragedie.

All'orizzonte vi era l'esercito austriaco, pronto a conquistare Milano e a iniziare una nuova pagina di storia milanese.

Domande frequenti

Quando Milano divenne capitale del Regno d'Italia napoleonico?

Il Regno d'Italia fu istituito nel 1805, con Milano capitale e Napoleone incoronato re nel Duomo il 26 maggio dello stesso anno.

Cos'era l'Istituto Lombardo di Scienze, Lettere e Arti?

Era una delle nuove istituzioni culturali sorte nell'epoca napoleonica a Milano, tra i cui primi membri figuravano Alessandro Volta, Andrea Appiani e Vincenzo Monti.

Cosa prevedeva il piano regolatore presentato a Napoleone nel 1807?

Prevedeva grandi "sventramenti" e "rettifili" per portare aria e luce in città: una strada diritta dal Foro Bonaparte all'Ospedale Maggiore, l'allargamento di via Rastrelli, modifiche a piazza Duomo e la demolizione di alcuni edifici, tra cui la chiesa di piazza San Carlo. Il piano, oggi conservato nell'Archivio Storico Civico al Castello Sforzesco, rimase in gran parte inattuato.

Perché finì il Regno d'Italia napoleonico?

Con la caduta di Napoleone il Regno d'Italia si dissolse, e Milano visse una fase di instabilità prima dell'arrivo dell'esercito austriaco, che avrebbe aperto una nuova pagina della sua storia.

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