La devozione delle Quarantore

quaresimaLa cristianità è entrata, dopo le feste carnevalesche, nel periodo della Quaresima in attesa di celebrare la Santa Pasqua. Durante questo periodo è ricorrenza celebrare il rito delle Quarantore, con l’esposizione del Santissimo Sacramento, detto appunto Esposizione delle Quarantore. Il nome Quarantore è per onorare il tempo che Gesù stette nel sepolcro, secondo il computo fatto da Sant'Agostino.

L’uso di esporre il SS. Sacramento all'adorazione dei fedeli per quaranta ore consecutive avvenne nel 1527 presso la chiesa del S. Sepolcro a Milano, grazie all'iniziativa del frate Agostiniano Antonio Bellotti di Ravenna. La pratica fu approvata da Papa Paolo III, e in breve, grazie a congregazioni quali i Cappuccini, i Minoriti, i Gesuiti, la devozione si propagò in tutta Italia e in Europa. Urbano VIII prescrisse a tutte le chiese del mondo, la celebrazione delle Quarantore.
La lettura della storia ci fa conoscere due norme per compiere il rito, un turno annuale ininterrotto d’adorazione di chiesa in chiesa, tipica delle grandi città, oppure nella forma legata solo ad alcuni momenti dell’anno liturgico, fatta spesso anche con l’adorazione notturna. È la modalità più diffusa.
I giorni preposti a questo sacro rito, trovarono, e trovano anche oggi, momenti diversi, infatti, alcuni preferiscono svolgere il rito nei tre giorni precedenti il mercoledì delle Ceneri, metodo preferito dai Gesuiti, altri legano la celebrazione all'inizio della Settimana Santa, sostenuta dai frati Cappuccini.
Tuttavia si riscontra che a Roma, San Filippo Neri, organizzava un’esposizione del SS. Sacramento la prima domenica di ogni mese. Attraverso “l’instructio Clementina”, di Clemente XII, l’esposizione si svolgeva per un periodo di quaranta ore distribuite in momenti diversi nell’arco di tre giornate, usanza praticata anche oggi in moltissime realtà parrocchiali.
Il numero quaranta, legato alla numerologia biblica, rappresenta un periodo di espiazione e purificazione, della prova e del digiuno.

La celebrazione delle Quarantore prevede anche la presenza di un valido predicatore, col compito di portare il fedele a una forte presa di coscienza sull'importante momento liturgico. La forma usata ancora oggi ha preso l’avvio a Milano nel decennio 1527-1537, grazie alla religiosità e disponibilità del popolo milanese. Si racconta che nel 1537 alcuni Barnabiti, proposero di allestire un altare nell'abside del Duomo di Milano per porvi “il Corpo del Signore” in continuo; la proposta fu accolta e le Quarantore si fecero a turno in tutte le chiese della città, cominciando da quella di Porta Orientale e finendo con quella di Porta Vercellina.

Altri Papi emanarono direttive e orientamenti, facendo si che la devozione acquistasse sempre più valore e significato. Da questo nacquero manifestazioni di fede e di arte, si pensi alle “macchine delle Quarantore”, ancora visibili in molte chiese anche di piccoli borghi, alla nascita di processioni o a forme penitenziali comunitarie. L’altare deve essere preparato per l’occasione, al centro il tronetto con l’ostensorio, con sotto quattro ceri, ai lati altri sei ceri, tre per parte e, sotto, nel primo gradino altri candelabri con una croce sopra il ciborio. L’intero altare è addobbato con centinaia di luci e fiori sino a formare una “macchina” che lo riveste completamente, questo per solennizzare l’importanza di questa celebrazione e devozione, tra l’altro sollecitata anche da San Giovanni Paolo II nella “Lettera Dominicae Cenae” del Giovedì Santo del 1980. Sono questi, segni, dietro ai quali vi è un forte sentimento di devozione e di appartenenza alla chiesa di Cristo. 

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