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La notte di San Lorenzo: notte di stelle cadenti e di desideri

stelle cadentiSi racconta che ci sia una notte, ogni anno, in cui i nostri desideri vengano ascoltati e siano destinati ad esaudirsi.

Si racconta che bisogna scrutare speranzosi il cielo, in un luogo tranquillo, e aspettare che delle piccole scie luminose attraversino velocemente il firmamento; quello è il momento giusto per formulare il nostro desiderio. E’ la notte di San Lorenzo. La notte delle stelle cadenti. … E’ la notte dei desideri! E si ripete ogni anno tra il 9 e il 10 di agosto.

Badate bene: potrete esprimere un solo desiderio per ogni stella cadente!

Ma cosa sono queste scie luminose, queste stelle lucenti, che sembra proprio che cadano sul nostro pianeta, scivolando sulla volta celeste come delle lacrime lungo il viso?

Dal punto di vista scientifico, quelle che vengono chiamate “stelle cadenti”, sono in realtà rocce che, venendo a contatto con l’atmosfera terrestre, si disintegrano creando le meravigliose scie nel cielo. Sono detriti piccolissimi (relativamente al nucleo della cometa) che si raggruppano in vere e proprie nubi lungo l’orbita della cometa; quando la Terra incrocia l’orbita di una cometa in corrispondenza di una di queste nubi e ne urta i detriti, questi penetrano nell’atmosfera, incendiandosi e generando così uno sciame meteorico.

perseidiLe magiche stelle cadenti di agosto sono in realtà lo sciame meteorico delle Perseidi (dette anche “lacrime di San Lorenzo”), che una volta all'anno incrocia l’orbita terrestre regalandoci uno spettacolo meraviglioso ed emozionante, che si manifesta dalla fine di luglio fin oltre il 20 agosto. Il picco di visibilità era prima concentrato proprio la notte di San Lorenzo, il 10 agosto, ma col tempo si è spostato al 12.

Ma quale cometa ha perso questa brillante polvere di stelle? La risposta ce l’ha data Giovanni Schiapparelli, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera, che nel 1866, dopo aver visto il passaggio della cometa di Swift – Tuttle (1862), fu in grado di collegarla alle Perseidi. L’ultimo passaggio della cometa è avvenuto nel 1992: le stelle cadenti che vediamo oggi sono le particelle lasciate allora. Prossimo appuntamento con la Swift – Tuttle: anno 2126!

Non pensiate, però, che quello che a noi appare oggi un meraviglioso spettacolo, che ci tiene incollati con lo sguardo al cielo, lo fosse anche nell'antichità. Tutt'altro! L’apparizione di meteore o comete era considerata un segno infausto. Gli astrologi cinesi non se ne preoccupavano forse più di tanto, perché ritenevano che la cattiva sorte sarebbe spettata ai governanti (crisi di governo, assedi o battaglie), e non a loro direttamente; ma nella mitologia greca, in quella romana e in quelle orientali, le stelle cadenti erano ritenute lacrime delle divinità, che piangevano per disastri avvenuti o imminenti. E’ comprensibile che si temessero i fenomeni passeggeri che sembravano alterare l’immutabilità del cielo.

La tradizione cristiana ha ereditato l’immagine della pioggia di stelle cadenti come pianto celeste, ritenendole lacrime versate da San Lorenzo durante il suo martirio, o comunque per i peccati dell’umanità, ma ha introdotto l’elemento positivo della richiesta di una grazia o di un desiderio.

Lorenzo è uno dei santi più venerati del Martirologio Romano; la sua esistenza è certa, ma pochissimo sappiamo della sua vita. Originario di Huesca, paesino spagnolo ai piedi dei Pirenei, compì i suoi studi a Saragozza, dove conobbe il futuro papa Sisto II; entrambi raggiunsero Roma, e quando quest’ultimo ascese al soglio pontificio, nel 257 d.C., nominò Lorenzo arcidiacono. Con ogni probabilità morì durante le persecuzioni ordinate dall'imperatore Valeriano, nel 258; un’antica tradizione, raccolta da Sant'Ambrogio, racconta che Lorenzo fu bruciato vivo su una graticola (le “passioni” agiografiche del periodo paleocristiano sono piuttosto cruente e macabre). Felice di morire nel nome di Cristo, si dice fosse sereno durante la tremenda tortura, e che addirittura, in quel momento, si facesse beffa dei suoi carnefici dicendo di girarlo pure … perché da quel lato, ormai, doveva essere cotto! Un tempo si riteneva anche che le stelle cadenti fossero le scintille della brace ardente della graticola. La tradizione, però, non combaccia con gli studi: Valeriano non ordinò torture durante la persecuzione, ed è più probabile che Lorenzo sia stato decapitato. Nonostante questo, non ci sono dubbi sul martirio e sul luogo: in quella che è oggi la basilica di San Lorenzo fuori le Mura, a Roma.

La grande devozione a questo santo è testimoniata a Milano dalla bellissima basilica a pianta circolare eretta nel IV secolo.

Fin da bambina ho sempre aspettato il mese di agosto, per godermi questo spettacolo meraviglioso, facendo a gara per chi vedesse più stelle sfrecciare nel cielo; non le ho mai associate alle lacrime! Ma, come direbbe Shakespeare … “Cosa c’è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, con un altro nome profumerebbe ugualmente in maniera sì dolce”. Per cui che le chiamate stelle cadenti, meteore o lacrime di San Lorenzo … auguro a ognuno che i suoi desideri più sinceri e profondi divengano realtà; auguro a ognuno di credere fermamente nei propri desideri … perché quando smettiamo di sognare la nostra anima inizia a inaridirsi, e perché solo se ci impegniamo con tutte le nostre forze possiamo essere noi stessi a trasformare in realtà i nostri sogni.

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