Marchi di biciclette italiane: storia di Bianchi, Legnano, Colnago e altri
La bicicletta, veicolo a due ruote mai tramontato e oggi più che mai di moda, ha un “pedigree” di tutto rispetto, e la nostra industria e il nostro artigianato possono vantare un palmarès notevole. Molti sono i marchi tricolore: qui ve ne voglio presentare alcuni, con una seconda parte dedicata ai musei che ne raccontano la storia.
Atala
Marchio storico italiano fondato nel 1907 a Milano, quando Angelo Gatti, ex dirigente della Bianchi, diede vita alla “Atala – Fabbrica di velocipedi”. Il nome è un omaggio alla madre del fondatore, Atala Naldi.
La squadra sostenuta dall’azienda partecipò fin da subito alle prime edizioni del Giro d’Italia: con Atala vinsero Luigi Ganna nel 1909, alla primissima edizione, e Carlo Galetti nel 1910.
Nel tempo la proprietà è cambiata più volte. Oggi Atala ha sede a Monza e fa parte per metà del gruppo olandese Accell, pur mantenendo il proprio marchio storico.
La produzione attuale punta su qualità e innovazione, comprese le biciclette elettriche: modelli come la e-Trekking e la Urban, adatte agli spostamenti quotidiani e al cicloturismo, e la e-MTB, pensata per gli amanti dell’avventura su terreni impegnativi. Atala ha creato anche un marchio parallelo, Whistle, concentrato soprattutto su biciclette di alta gamma.
Basso
Marchio fondato nel 1977 da Alcide Basso, fratello del campione del mondo Marino Basso. La sede si trova a San Zenone degli Ezzelini, in provincia di Treviso, mentre il reparto produttivo è a Dueville, nel Vicentino.
Basso affonda le proprie radici nell’artigianato italiano e nella cultura del ciclismo, distinguendosi per la pignola attenzione alla qualità: si comincia con i telai in acciaio, si arriva al carbonio lavorato in casa.
Tra le sue e-bike più innovative c’è la Volta, caratterizzata da un telaio in carbonio che offre un buon binomio di leggerezza e resistenza.
Bianchi
Una eccellenza italiana nel ciclismo, fondata nel 1885 a Milano da Edoardo Bianchi. La Bianchi annovera una lunga tradizione di successi, con vittorie nelle competizioni più prestigiose, dal Giro d’Italia al Tour de France.
Al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è esposta la Bianchi 1950-1952 usata da Fausto Coppi.
Alla storia dell’azienda e del suo fondatore è dedicato un approfondimento a parte: Fabbrica Italiana Velocipedi Edoardo Bianchi.
Colnago
Azienda fondata nel 1954 a Cambiago da Ernesto Colnago, con lo slogan “Pronti per la prossima vittoria”. L’inizio è quello di una piccola bottega artigiana: prima riparazioni di biciclette, poi produzione di telai.
Diversi sono stati i ciclisti che hanno corso con il marchio Colnago: Fiorenzo Magni, Gastone Nencini, Luigi Arienti, Gianni Motta, Eddy Merckx. Il simbolo dell’azienda diventa un asso di fiori, riconosciuto oggi in tutto il mondo. Nel 1977 debutta su bicicletta Colnago Giuseppe Saronni.
Tra i modelli celebrativi più noti c’è la Colnago Ottanta5, realizzata per gli 85 anni del fondatore; la gamma dell’azienda ha poi continuato a rinnovarsi negli anni successivi.
Legnano
La bicicletta Legnano era usata da un altro campione del ciclismo, Gino Bartali.
La sua storia inizia a Legnano nel 1902 con la nascita della Wolsit Officine Legnanesi Automobili che, sin dal primo anno, costruisce 25.000 biciclette. Nel 1915 la società viene messa in liquidazione e viene acquistata da Emilio Bozzi, che produce biciclette per i bersaglieri. Alla sua improvvisa morte gli subentra il suo braccio destro e amico Mario Della Torre.
Furono momenti d’oro, con ciclisti come Brunero, Bartali, Binda, Coppi, Girardengo. Oggi il marchio Legnano è dato in concessione al gruppo Cicli Esperia di Cavarzere, in provincia di Venezia.
Pinarello
Casa fondata nel 1952 a Catena di Villorba, in provincia di Treviso, da Giovanni Pinarello. Da azienda a carattere artigianale seppe farsi strada, diventando un punto di riferimento per i ciclisti.
Su bici Pinarello hanno corso campioni come Mario Cipollini, Miguel Indurain, Jan Ullrich e altri. Nel 2022, su una bici Pinarello, Filippo Ganna ha battuto il record dell’ora percorrendo 56,792 km.
I marchi in sintesi
| Marchio | Anno | Luogo di fondazione | Campione simbolo |
|---|---|---|---|
| Bianchi | 1885 | Milano | Fausto Coppi |
| Legnano | 1902 | Legnano | Gino Bartali |
| Atala | 1907 | Milano | Luigi Ganna |
| Pinarello | 1952 | Catena di Villorba (TV) | Miguel Indurain |
| Colnago | 1954 | Cambiago (MI) | Eddy Merckx |
| Basso | 1977 | San Zenone degli Ezzelini (TV) | Marino Basso |
I musei della bicicletta
Per gli amanti della bicicletta e della sua storia, ecco alcuni indirizzi di musei che la raccontano.
Museo del Ghisallo
Inaugurato nel 2006, è un museo a cielo aperto. Al suo interno sono custoditi cimeli e reperti venerati come “oggetti sacri”: biciclette che hanno scritto pagine indelebili e storiche di questo sport. Il museo è stato voluto da Fiorenzo Magni e conserva la più grande collezione di maglie rosa indossate dai vincitori del Giro d’Italia.
Dal primo sabato di marzo al 1° novembre è aperto tutti i giorni con orario continuato, dalle 9:30 alle 17:30. Ingresso 6 euro.
Informazioni: tel. 031 965885 oppure
Museo delle Arti e dei Mestieri in Bicicletta
Si trova a Fabriano, in provincia di Ancona. Conserva 87 bici da lavoro, offrendo uno spaccato storico dell’importanza della bicicletta nel lavoro: la bici dell’arrotino, del lattaio, del barbiere e molte altre.
Il museo è aperto dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:30, tutti i giorni escluso il lunedì.
Informazioni:
Museo della Bicicletta di Cesiomaggiore
Siamo in terra veneta: il museo fa parte del “Club Italia Musei Ciclismo”. Ci sono bici d’epoca da bambino, da guerra, da lavoro, da competizione, da turismo, oltre a biciclette di altri Paesi europei e non solo. Sono presenti biciclette appartenute a Coppi e Bartali, Moser, Saronni e Pantani.
Tra i pezzi esposti figura anche una riproduzione dei primissimi veicoli a due ruote, che riporta il visitatore alle origini stesse dell’idea di bicicletta.
Apertura: mercoledì dalle 15:00 alle 18:00; sabato e domenica dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00.
Informazioni:
Prima di partire: orari e tariffe dei musei possono variare per stagione, festività e aperture straordinarie. Conviene sempre una telefonata o un controllo sul sito ufficiale.
Dopo quanto scritto, una sana pedalata ci starebbe davvero bene.
Domande frequenti
Qual è il marchio di biciclette italiano più antico tra questi?
Tra quelli citati è la Bianchi, fondata a Milano nel 1885 da Edoardo Bianchi. Seguono Legnano (1902) e Atala (1907).
Che bicicletta usava Fausto Coppi?
Coppi è legato soprattutto alla Bianchi. Al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano è esposta la sua Bianchi del 1950-1952.
Che bicicletta usava Gino Bartali?
Bartali corse con la Legnano, marchio nato nel 1902 e legato ai nomi di Brunero, Binda, Girardengo e Coppi.
Chi ha stabilito il record dell’ora su bici Pinarello?
Filippo Ganna, nel 2022, percorrendo 56,792 chilometri.
Dove si trova il museo del ciclismo del Ghisallo?
Al Ghisallo, sopra il Lago di Como. È aperto tutti i giorni dal primo sabato di marzo al 1° novembre, dalle 9:30 alle 17:30.
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