Milano di un tempo: i grandi magazzini Fratelli Bocconi

bocconiUna storia incredibile che partendo da una semplice bancarella portò attraverso mille avventure, cambiamenti, distruzioni e ricostruzioni alla nascita della Rinascente e che ci spiega anche l’origine di quella Università Bocconi, oggi così prestigiosa nel mondo della cultura.

Tutto iniziò alla fine dell’Ottocento, quando dalla campagna lombarda arrivarono in una Milano appena annessa al Regno d’Italia i fratelli lodigiani Ferdinando e Luigi Bocconi, molto giovani, ma decisi a farsi strada nella borghesia milanese che contava.

Inizialmente i due fratelli gestivano una bancarella di abiti usati presso piazza Sant’Ambrogio, ma già nel 1877 avevano aperto un emporio dedicato alla vendita di accessori e vestiti per uomini e donne, che in estate quando faceva molto caldo veniva coperto con un tendone che lo riparava anche dai temporali estivi.

Anni dopo, ormai erano diventati ricchi e famosi, Luigi e il fratello ebbero un’idea che avrebbe cambiato per sempre il volto di Milano e dell’Italia di allora.

Già agli inizi dell’Ottocento il francese Aristide Boucicaunt aveva aperto i primi grandi magazzini nel centro di Parigi, ma fu grazie ai Bocconi che l’idea di un edificio che vendesse tutto quello che era necessario alle famiglie borghesi di allora, con un prezzo fisso per  ogni merce, ebbe la sua prima vera espressione compiuta.

Acquistato a buon mercato un grande apprezzamento di terreno che si trovava all’angolo di via Santa Radegonda, i due fratelli iniziarono subito i lavori per quello che sarebbe stato il primo grande magazzino italiano.

bocconi 2Il 22 ottobre del 1889, alla presenza di una grande folla, venne inaugurato il palazzo Bocconi di piazza Duomo, subito denominato dai milanesi Fratelli Bocconi e che dopo pochi anni sarebbe stato seguito dal napoletano Magazzini Italiani dei fratelli Mele.

Ma il successo non portò fortuna a Ferdinando Bocconi, che perse il figlio ed erede Luigi nella battaglia di Adua, trafitto dalla lancia di un nemico.

Distrutto, l’imprenditore fondò nel 1902 l’Università Bocconi, ancora oggi considerate una delle più prestigiose d’Italia, prima di morire a  70 anni per un male incurabile.

Priva del fondatore, la Bocconi andò incontro ad un lungo declino, fino a quando nel 1917 il figlio Ettore vendette tutto a Senatore Borletti, un giovane affarista dalle idee curiose e bizzarre, ben deciso a rilanciare lo storico marchio.

Dopo soli due mesi Borletti cambiò formula per i magazzini Bocconi, trasformandoli in un vero centro commerciale, e grazie ad un suggerimento del suo amico Gabriele D’Annunzio, ribattezzò il complesso con il nome di La Rinascente.

Il 7 dicembre del 1918 si ebbe la riapertura del grandi magazzini, che diventarono subito uno dei luoghi favoriti dai milanesi per gli acquisiti natalizi.

Ma durante la notte di Natale di quello stesso anno l’edificio venne completamente raso al suolo da un incendio, sconvolgendo Milano.

Borletti, con l’aiuto dell’architetto Giovanni Giachi non si perse d’animo e solo il 23 marzo del 1921 il grande magazzino, riedificato in stile liberty, riaprì i battenti.

Sotto i bombardamenti aerei del 1943 la Rinascente venne nuovamente distrutta, ma il 4 dicembre del 1950 i milanesi poterono assistere alla quarta riapertura dello storico edificio, diventato una struttura modernissima in cemento armato e con una facciata priva di finestre, ma dotato di aria condizionata e scale mobili.

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