Modi di dire alla milanese: il verbo mangiare
Questa volta, nel continuare la mia ricerca sui modi di dire in milanese, mi voglio dedicare alla parola "mangiare" che, è bene sottolinearlo, mettersi attorno a una tavola imbandita è sempre un piacere da condividere.
Vediamo allora alcuni termini di questo linguaggio che ormai non si usa più.
Modi di dire milanesi con mangià
- Mangià senza bev. In questo caso si riferisce a un termine edile, infatti significa "murare a secco".
- Mangià a crepapanscia. Mangiare a più non posso, simile al detto: pancia mia fatti capanna.
- Mangià adasi. Mangiare adagio, gustando il boccone.
- Mangià òn boccon in pee. Mangiare stando in piedi, di fretta.
- Mangià de can. Mangiare piuttosto male.
- Mangià come òn lòff. Mangiare come un lupo, ossia molto e quasi divorando.
- Mangià de gust. Mangiare di gusto.
- Mangià de fognattòn. Mangiare in un luogo molto affollato.
- Mangià di porcarii. Mangiare del cibo non buono.
- Avègh sossènn robba de mangià. Avere molto cibo da mangiare.
- Mangià de grass, de magher. Mangiar di grasso o di magro, nel senso anche di mangiare molto o poco.
- Mangià de papa. Mangiare molto bene e abbondante.
- Mangià de strangòion. Mangiare con l'imbuto, ossia troppo velocemente.
- Mangià domà per stà in pee. Si campa perché si mangia.
- Mangià nagott. Saltare il pasto.
- Mangià foeura di past. Mangiare fuori pasto.
- El mangia el mangia e el se mètt attorno nagott. Mangia tanto e non ingrassa.
- El mangiaria anca i sass o i ciod. Si dice di chi non si accontenta.
- Pù che bev e mangià nò se po' fa. Mi pare un poco riduttivo.
- Mangià la foeuia. Mangiare la foglia, ossia aver capito l'antifona.
- Mangià el pan a tradiment. Si dice di chi se ne approfitta.
- Mangià i paroll. Si allude a chi parla troppo in fretta.
- Mangià cònt i occ. Divorare con gli occhi.
- Trovass mangiaa i ònc. Restare con un pugno di mosche.
- El m'è saltaa adree còn duu occ ch'el pareva ch'el vorèss mangiamm. Mi guardava così in cagnesco che pareva volermi mangiare.
- Mangiagh tutt coss a vun. Lasciare qualcuno senza più nulla.
- Mangià de dò part. Significa voler lucrare da più parti.
- Mangià adoss a vun. Lucrare su qualcuno.
- El s'è mangiaa tutt coss. Si è mangiato tutto ciò che aveva.
- El dis dòmà de mangiall. È come se dicesse: mangiami, mangiami.
- El mangiaria de la rabbia che g'hoo adoss. Lo mangerei dalla rabbia che ho addosso.
- L'è robba de mangiall. Si allude al bene per una persona, riferito soprattutto ai bambini e alle bambine.
- Chi se bev e se mangia. Qui si beve e si mangia, un chiaro invito a partecipare.
- Mangiass el fedegh. Mangiarsi il fegato dal nervoso.
- Mangia, bev e caga e lassa che la vaga. Modo non troppo gentile per dire di vivere alla giornata e che vada come vada.
- O mangià sta minestra o saltà sta finestra. O ti accontenti, oppure…
- Lassass mangià tutt i tarocch. È riferito al giocar di carte.
- Ona mangiada de risott, ecc. Una buona mangiata di risotto o altro.
- Mangiadinna. Una piccola mangiata.
I mangia-: soprannomi, mestieri e bonarie cattiverie
- Mangiafasoeu. "Ghe disen mangiafasoeu ai Fiorentini perché g'an di fasoeu eccellenti". È un riconoscimento verso gli ottimi fagioli fiorentini.
- Mangiafranza. Parola, tratta dal francese, che allude al protettore di prostitute, qui chiamato da noi Sòtenoeur o Rocchetee.
- Mangiagropp. Il termine sta per tessitore.
- Mangialusert. Termine affibbiato a un gatto affamato, ma che può essere traslato anche a chi, affamato ma non avendo di che acquistare, si accontenta del poco che trova.
- Mangiamolta. È un modo poco gentile per apostrofare un apprendista muratore.
- Mangiapan. "Quell l'è òn mangiapan e nagott d'alter"; è un altro modo di dire che evidenzia chi mangia il pane a tradimento.
- Mangiapolenta. Il riferimento allude al contadino o al montanaro.
- Mangiapret. Di facile interpretazione.
- Mangiaria. Vi sono due allusioni: "in sti ultim temp è daa foeura tropp mangiarii", e "diventaa sciòr a furia de mangiarii". Chiara l'allusione alla corruzione.
- Mangiascià. Mangiucchiare molto e senza regola.
- Mangiastoppa. È un riferimento a un ciarlatano.
- Mangiaspinazz. È un riferimento a un ruffiano.
- Mangiòn. Mangione.
- Mangiuscià. Chi mangiucchia continuamente, poi al pranzo o alla cena non ha più fame.
Anche questo "viaggio" nel dialetto milanese è terminato, vi aspetto per una prossima "escursione".
Leggi anche
- Ultimo aggiornamento il .