Modi di dire e tradizioni popolari di luglio: santi, proverbi e folklore

La nostra bella Penisola è ricca di modi di dire dal significato profondo, così come non mancano tradizioni popolari piene di fascino che affondano le radici nel mondo contadino, religioso e civico. In questo articolo ve ne voglio raccontare alcune riferite al mese di luglio.
La mietitura e San Bonaventura
Cominciamo con un riferimento al mondo contadino: quando si raccoglievano le spighe di grano, raggruppate in covoni e portate nelle cascine. Questa mietitura era completata entro il 15 luglio, ricorrenza di San Bonaventura, tanto che esisteva il detto: "A San Bonaventura s'è finito di mietere in pianura." Terminata la raccolta arrivavano le "spigolatrici", che cercavano, non senza fatica, le spighe dimenticate tra i campi.
A quel punto i campi sembravano ormai vuoti, ma non era così: restavano i gambi spezzati dei cereali, chiamati "culmi", che raccolti trovavano impiego come paglia, e una volta seccati servivano per imbottire sedute di sedie e materassi, per ottenere cordame, come isolante o come integrazione al fieno per gli animali. A dimostrazione che i contadini sapevano perfettamente cosa volesse dire riciclare evitando gli sprechi.
Il solleone e le "due Madonne"
Luglio e agosto sono i due mesi più caldi, dove il solleone la fa da padrone, a volte esagerando nell'inviare i suoi bollenti raggi sulla nostra terra. Anche in questa occasione non mancano riferimenti popolari: "fra le due Madonne" indicava il periodo tra la Madonna del Carmelo (16 luglio) e la Madonna Assunta (15 agosto), quando il caldo esprimeva tutta la sua forza.
Dare nomi alle ondate di calore non era raro, anzi rientrava nei detti popolari: "il carbone ardente", con riferimento a San Lorenzo; "il fuoco di Santa Marina"; il "solleone alla canicola". Questo caldo eccessivo creava il problema della siccità, da cui il ricorso a preghiere, all'intercessione di santi e sante, a rituali solenni o, più laicamente, a scongiuri come quello che recita: "Dio sempre proteggici dall'asciutto, ma fra le due Madonne soprattutto."
22 luglio: la Maddalena e le erbe magiche
Un'altra data importante è il 22 luglio, festa di Maria Maddalena, discepola di Gesù: si riteneva che le "lacrime della Maddalena" potessero portare un po' di pioggia. Questa data è legata anche a un presunto potere delle erbe medicamentose: balsami, oli, creme e unguenti creati in questo giorno avrebbero un potere speciale, legato al balsamo che la Maddalena avrebbe usato per ungere il corpo di Gesù.
Tra i detti legati a questa data: "Per santa Maddalena il fico è maturo, il grappolo è serrato, si taglia l'avena." L'erba più legata alla Maddalena è però la lavanda, a cui il popolo attribuiva un carattere magico e beneaugurante: facendo a un neonato un "bagno di lavanda", ad esempio, si pensava di allontanare malocchio e invidie. La lavanda come amuleto e talismano trova forma anche nel rituale ligure del "ballo della Morte o della Maddalena".
25 luglio: San Giacomo e la pioggia
Il 25 luglio ricorre la festa di San Giacomo Apostolo, ritenuto santo portatore di pioggia: si dice infatti "il santo Giacomo viene a svuotare la zucca". Il riferimento alla zucca è dovuto al fatto che questa è uno dei suoi attributi di pellegrino: veniva svuotata, fatta seccare, appesa al bastone e riempita d'acqua a uso di borraccia — da qui il legame simbolico con la pioggia.
Questo giorno è legato anche al ciclo della castagna, con il detto: "Per San Giacomo e Sant'Anna entra l'anima nella castagna." San Giacomo compare inoltre in uno scongiuro del XV secolo per liberare vigne e orti da bruchi e infestanti, il cosiddetto "rito di espulsione".
26 luglio: Sant'Anna e il divieto di trebbiare
Il 26 luglio ricorre la festa di Sant'Anna, madre di Maria. In questo giorno non si doveva assolutamente trebbiare: la santa, considerata la più alta rappresentante della fecondità, assumeva il ruolo di "Signora del grano" e di "protettrice delle nuove generazioni". Un tempo era fatto obbligo di astensione dal lavoro in questa giornata: chi non rispettava il divieto, secondo la credenza popolare, ne avrebbe pagato le conseguenze in modo nefasto, fino a essere "inghiottito dalla terra", lasciando sul posto un piccolo specchio d'acqua. Anche Sant'Anna, come la Maddalena, è considerata portatrice di pioggia, tanto che molti detti e proverbi sottolineano questa sua peculiarità.
29 luglio: Santa Marta e il drago Tarasca
Con il 29 luglio, festa di Santa Marta, un proverbio recita: "A Santa Marta s'attacca la luce sotto la cappa" — il cui significato, legato all'accorciarsi delle giornate, è piuttosto chiaro. La santa è legata anche alla leggenda di un drago chiamato Tarasca, che devastava il territorio: secondo la tradizione, Marta decise di affrontarlo portando con sé dell'acqua benedetta, riuscendo ad ammansirlo e a vincerlo. Il riferimento al drago è quasi certamente un simbolo del paganesimo sconfitto dal cristianesimo.
Termino questa breve incursione nel mese di luglio con le sue storie e i suoi modi di dire, nella speranza di avervi fatto riscoprire un po' della saggezza che i nostri vecchi affidavano al calendario.
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