Personaggi del folclore italiano: Gnefro, Janare e Strego

È noto che il folclore attiene a numerose forme di cultura popolare, comprendenti leggende, racconti, tradizioni e usanze diffusi in tutto il territorio della nostra Penisola. Mi sono reso conto, nell’effettuare questa ricerca per farne un articolo, che sono veramente tante, e quindi ho deciso di procedere a tappe, prevedendo così più articoli. Proseguendo in questo affascinante cammino di conoscenza, questa volta vi narro altre tre storie.
Lo Gnefro
Dobbiamo entrare nella cultura popolare umbra, e in particolare della Valnerina, e della zona della città di Terni e di Rieti. È questa una creatura leggendaria la quale è solita vivere in gruppi, più o meno numerosi, nelle vicinanze della cascata delle Marmore — che ricordo essere la più alta cascata artificiale d’Europa — e del lago di Piediluco (frazione di Terni), e lungo il fiume Nera.
La sua popolarità trova origine nel Medioevo, ed è una creatura molto simile a un folletto o a uno gnomo, di statura non superiore al metro, inseparabilmente legata all’acqua, senza la quale non potrebbe vivere. Si fa vedere ai viandanti, ma esclusivamente di notte, per fare loro degli scherzi o dispetti con lo scopo di spaventarli, ma senza recare alcun danno. Possiede alcuni poteri magici, anche se in forma modesta, ed è considerato un protettore delle case.
Il nome della cascata delle Marmore e del fiume Nera nascerebbe da una leggenda che vuole che fosse proprio uno Gnefro a raccontare di un pastore, di nome Velino, che si sarebbe innamorato di una ninfa di nome Nera; un amore tuttavia impossibile, che ha portato i due protagonisti ad accettare una metamorfosi, divenendo l’omonimo fiume e la celebre cascata.
Le Janare, o streghe di Benevento
Dobbiamo recarci nel Beneventano e nell’Irpinia per conoscere le Janare. Questo nome potrebbe derivare da Dianara, ossia «sacerdotessa di Diana», oppure dal latino ianua, «porta»: era infatti dinanzi alla porta che, secondo la tradizione, era opportuno collocare una scopa — la stessa che immaginiamo cavalcata da una strega o dalla Befana — perché si credeva che la strega, per entrare in casa, dovesse prima contare tutti i fili della scopa.
Durante il regno longobardo su Benevento nacquero i racconti sulle streghe di Benevento, che si riunivano per i loro riti sotto un immenso noce, posto lungo le sponde del fiume Sabato. Si ricordano, in merito, le dichiarazioni di tale Matteuccia da Todi, accusata di stregoneria e processata nel 1428, secondo cui intorno a quel noce si tenevano cerimonie. Queste streghe, si dice, nascevano nella notte della vigilia di Natale. Una delle loro abitudini era quella di fare, di notte, delle treccine alla criniera dei cavalli: e sappiamo che i nodi sono ricorrenti nei riti magici e negli incantesimi.
La cattura di una Janara poteva avvenire se si riusciva a prenderla per i capelli, suo punto debole; tuttavia, in cambio della libertà, la janara prometteva protezione alla famiglia per sette generazioni. Ovviamente molte sono le leggende inerenti alle streghe di Benevento, così come diversi erano i tipi di strega, come ad esempio la «Zucculara», strega zoppa, o la «Manalonga», dal braccio lungo.
Termino ricordando il balletto «Il noce di Benevento», coreografia di Salvatore Viganò su musiche di Franz Xaver Süssmayr, andato in scena al Teatro alla Scala di Milano nel 1812 e incentrato sull’albero e sulla danza delle streghe intorno ad esso; e «Le streghe» di Niccolò Paganini (1813), variazioni proprio sul tema di quel balletto.
Lo Strego
Questo personaggio è tipico della Garfagnana, nella provincia di Lucca. Il suo comportamento è però differente da quello delle streghe, in quanto poco si interessa degli esseri umani e preferisce riunirsi in cerimonie non bene identificate. Si ipotizza che ricalchino riti legati allo sciamanesimo.
Anche loro hanno come punto di riferimento un albero di noce, dove si ritrovano per ballare e fare un chiasso indiavolato. Si possono individuare grazie ai lumini che portano con sé.
Anche per questa volta termino questa «passeggiata» tra il folclore, in attesa di farne un’altra.
Domande frequenti
Dove vive lo Gnefro?
Nel folclore umbro lo Gnefro abita la Valnerina, nei pressi della cascata delle Marmore, del lago di Piediluco e lungo il fiume Nera, tra Terni e Rieti. È una creatura legata all’acqua, simile a un folletto.
Perché le streghe di Benevento sono legate a un noce?
La tradizione vuole che le Janare si riunissero per i loro sabba sotto un grande noce, lungo il fiume Sabato. La prima testimonianza dettagliata risale alle confessioni di Matteuccia da Todi, processata per stregoneria nel 1428.
Che differenza c’è tra lo Strego e una strega?
Lo Strego della Garfagnana non cerca di nuocere agli esseri umani: si disinteressa di loro e preferisce radunarsi in gruppi per cerimonie di carattere quasi sciamanico. Di notte lo si individua per i lumini che porta con sé.
Leggi anche
- Ultimo aggiornamento il .