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Spazzacamino a Milano (spazzacamin): storia, attrezzi, rischi e curiosità

  • Redazione MilanoFree.it
Spazzacamino milanese d’inizio Novecento con attrezzi da pulizia
Il mestiere del spazzacamin ha segnato per secoli i tetti della vecchia Milano.

Origini e perché serviva lo spazzacamino

L’antico mestiere dello spazzacamino (in dialetto spazzacamin o spasacamin) nasce dall’esigenza di pulire canne fumarie e camini da fuliggine e incrostazioni prodotte da legna e carbone. In una città come Milano – di cortili, stufe, cucine economiche – la manutenzione era vitale per evitare incendi e intossicazioni.

Attrezzi e tecniche del mestiere

Il lavoro si svolgeva su tetti e sottotetti, ma spesso anche “da dentro”, risalendo i condotti più ampi. Gli attrezzi tipici:

  • Scovoli a riccio e spazzole in saggina o metalliche, in varie misure.
  • Aste a innesto e corde con pesi per spingere/trascinare lo scovolo nei tratti verticali.
  • Raschietti e spatole per rimuovere le croste più dure.
  • Tele e teli per proteggere ambienti e arredi dalla fuliggine.

La procedura prevedeva ispezione, protezione degli ambienti, spazzolatura dall’alto o dal basso, rimozione e smaltimento della fuliggine. Nelle case di ringhiera la presenza dello spazzacamino era una “cerimonia” ricorrente prima dell’inverno.

Vita di bottega, paghe e apprendisti

La realtà, lontana dalla fiaba, era dura: abiti sempre neri di fuliggine, compensi modesti e tanta fatica. In famiglie povere, un figlio poteva diventare garzón di uno spazzacamino in cambio di vitto e di un piccolo salario. L’abilità era tutto: saper “leggere” tiraggi, curve e ostruzioni di camini molto diversi tra loro.

Sicurezza ieri e oggi: cosa è cambiato

Oggi il mestiere non è scomparso, ma è professionalizzato: si usano telecamere di ispezione, aspiratori e dispositivi di protezione. Con il riscaldamento a gas o a pompa di calore gli interventi sono meno frequenti, ma caminetti e stufe a legna o pellet richiedono ancora manutenzione regolare.

Le norme moderne hanno cambiato approccio e tutele, archiviando pratiche pericolose del passato e riducendo drasticamente i rischi che un tempo erano “parte del lavoro”.

Folklore e immaginario (da Milano a Mary Poppins)

La figura dello spazzacamino vive anche nel folklore: porta fortuna incontrarlo, dice la tradizione. Nell’immaginario popolare internazionale, complice il cinema, è rimasto il sorriso “sui tetti” di Mary Poppins (1964): una lettura romantica e leggera che ha reso iconico il mestiere, pur distante dalla sua realtà storica quotidiana.

Canto popolare milanese dello spazzacamino

Su e giù per le contrade
Di qua e di là si sente
’na voce allegramente:
riva el spazzacamin!

S’affaccia a la finestra
la bella signorina,
con voce graziosina
ciama el spazzacamin.

Prima lo fa entrare
e poi lo fa sedere,
gli dà mangiare e bere
per poi spazzà el camin…

E dopo quattro mesi
la luna va crescendo,
la gente va dicendo:
l’è lo spazzacamin…

Come spesso accade nei canti popolari, il tono è giocoso e allusivo: è uno spaccato di costume, più che un “documento”, che racconta vita, cortili e ironia meneghina.

FAQ

Lo spazzacamino esiste ancora?

Sì, come professionista della manutenzione fumaria: ispezioni, pulizia e consulenza su tiraggio e sicurezza di camini, canne fumarie e stufe.

Ogni quanto va pulita la canna fumaria?

Dipende da uso e combustibile. In generale, con camini/stufe a legna o pellet si raccomanda una pulizia annuale (o più frequente in caso di uso intenso).

Perché la pulizia è importante?

Riduce rischi di incendio in canna, migliora il tiraggio e limita fumi e odori in ambiente. È una manutenzione di sicurezza, non solo estetica.

Te pias el pezzo? Dighel ai tò amis e condivid! 😉

  • Ultimo aggiornamento il .