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Storia degli indovinelli: origini, curiosità e 5 enigmi da risolvere

Manoscritto antico con penna d'oca, calamaio e un punto interrogativo tracciato nell'inchiostro, con la Sfinge sullo sfondo
La storia degli indovinelli, dai testi mesopotamici all'Indovinello veronese.

Gli indovinelli! Sono pronto a scommettere che non c'è mai stato nessuno che non si sia trovato a dover rispondere a un indovinello. A questo proposito mi è nata una domanda da "indovinare", ovvero: l'indovinello da dove nasce, qual è la sua storia? Per poter rispondere (indovinare) a questa domanda mi sono messo in ricerca, ed ecco ciò che ho trovato in merito.

Da dove nasce la parola "indovinello"

L'etimologia della parola indovinello è il diminutivo di indovino, che nasce dal latino divinare — ossia predire, profetizzare — con il prefisso in- a valore intensivo. Questo ci fa capire che in origine il verbo indovinare non significava "trovare la risposta", ma profetizzare il futuro.

Con il trascorrere del tempo, però, il significato andò modificandosi in tre possibilità:

  • scoprire ciò che è nascosto;
  • trovare la soluzione con intuizione o abilità logiche;
  • risolvere un quesito.

Questo mutò il termine indovinello nel senso che conosciamo oggi: un piccolo enigma da indovinare.

La storia dell'indovinello

Diciamo subito che è uno dei giochi linguistici più antichi in cui l'essere umano si è cimentato: già oltre quattromila anni fa, in Mesopotamia e in Egitto, si trovano testi in proposito. Uno dei più antichi dice così:

C'è una casa. Si entra ciechi e si esce vedenti.

La risposta, molto arguta, è: la scuola.

Per i Greci l'enigma era una prova di intelligenza, che rendeva l'indovinello simbolo della sapienza. Sicuramente uno dei più conosciuti è quello che la Sfinge rivolse a Edipo:

Qual è quell'essere che al mattino cammina su quattro gambe, a mezzogiorno su due e alla sera su tre?

La risposta, che poi afferma una realtà, è: l'uomo, perché da piccolo gattona, da adulto cammina eretto ma da vecchio usa il bastone.

Nel Medioevo i monasteri furono grandi diffusori di indovinelli. Tra l'VIII e il IX secolo nasce il cosiddetto Indovinello veronese, considerato uno dei primi documenti in volgare italiano — anche se non tutti gli studiosi sono concordi: alcuni lo ritengono ancora un latino in trasformazione. L'indovinello recita così:

Se pareba boves, alba pratalia araba,
albo versorio teneba, negro semen seminaba.

La traduzione è: spingeva davanti a sé i buoi, arava campi bianchi, teneva un aratro bianco, seminava semi neri. Soluzione non facile: bravo o brava chi la risolve. La risposta è:

lo scrivano che scrive con la penna.

La spiegazione: i "buoi" sono le dita, il "campo bianco" è il foglio, l'"aratro" è la penna e il "seme nero" è l'inchiostro.

L'indovinello nella tradizione popolare

Per secoli tramandati a voce, gli indovinelli hanno trovato terreno fertile nelle tradizioni popolari. Si potevano sentire spesso in occasioni come:

  • le lunghe veglie invernali;
  • nelle stalle o nelle cucine, dopo la recita del Santo Rosario e qualche storia a carattere pauroso;
  • nelle fiere, per provare la propria abilità e vincere magari un piccolo premio;
  • come passatempo per bambini e adulti;
  • nelle scampagnate.

Trovavano spazio soprattutto nella vita contadina o montana, dove spesso richiamavano momenti di vita pratica, frutto di osservazione, come ad esempio:

Corre senza gambe. — L'acqua.

Va giustamente osservato che l'indovinello diveniva anche uno strumento educativo, in quanto insegnava l'osservazione, la memoria, la capacità logica e la ricchezza del linguaggio. A volte, per invogliare a cercare la giusta risposta, si diceva:

  • L'indovina certamente solo un grande intelligente;
  • È una testa sopraffina sol colui che l'indovina;
  • Se indovini ciò che ho detto avrai in dono un buon dolcetto.

Il vero piacere dell'indovinello sta nello scoprire una realtà nascosta: un bell'enigma non è mai di immediata comprensione né di facile soluzione, ma richiede una certa abilità. Ecco come potrebbe presentarsi:

Io son un imprendibile castello
e più sono munito più son bello;
quel che ti sembro io non sono mai,
se m'indovini già il mio nome sai.

(La soluzione è: l'indovinello stesso.)

Gioca con noi: cinque indovinelli

Desidero terminare questo articolo proponendovi alcuni indovinelli. Leggeteli con calma e ragionateci su: le soluzioni sono nascoste sotto ciascuno, da aprire solo quando vi arrendete!

1.

Se cammino dico il vero
quasi sempre son sincero;
se mi fermo per la via
dico il vero o la bugia.

Soluzione 1

L'orologio.

2.

Qual è quel luogo dove
le salite e le discese sono in pianura,
i fiumi sono senza acqua,
il mare s'attraversa a piedi asciutti
e in un batter d'occhio si va da una città all'altra?

Soluzione 2

La carta geografica.

3.

Son cento bovi e stanno sopra un monte,
mugghiano tutti in modo differente,
ma, se ne manca uno solamente,
novantanove non possono far niente.

Soluzione 3

Le canne dell'organo.

4.

Qual è quella cosa che:
chi la dà non sa mai quanta,
chi la toglie non la rende,
più s'allunga e più diventa corta,
più ce n'è e meno ne rimane?

Soluzione 4

La vita.

5.

Son legato ed innocente,
son vestito e non ho niente,
dormo appeso a un travicello
ho due culi e un sol budello.

Soluzione 5

Il salame.

Li avete indovinati? Se sì, un plauso! Se volete continuare a sfidarvi, la raccolta completa è negli indovinelli difficili con soluzioni.

FAQ

Qual è l'indovinello più antico del mondo?

Uno dei più antichi risale a oltre quattromila anni fa, tra Mesopotamia ed Egitto: "C'è una casa. Si entra ciechi e si esce vedenti". La risposta è la scuola.

Che cos'è l'Indovinello veronese?

È un testo dell'VIII-IX secolo considerato uno dei primi documenti in volgare italiano, anche se parte degli studiosi lo legge ancora come latino in trasformazione. Dietro buoi, campi bianchi, aratro e seme nero si nasconde lo scrivano: dita, foglio, penna e inchiostro.

Perché la Sfinge proponeva enigmi?

Per i Greci l'enigma era una prova di intelligenza e l'indovinello divenne simbolo della sapienza: quello della Sfinge a Edipo resta il più celebre.

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Articolo a cura di Oliver.

  • Ultimo aggiornamento il .