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Storia del ferro da stiro: dalle braci al vapore

Uno strumento che viene usato, se non tutti i giorni, almeno una volta alla settimana, sicuramente utile; ma cosa ne sappiamo della sua storia? Una storia che risale al III secolo a.C. in Cina, dove venivano usati bracieri di bronzo muniti di un manico e pieni di carboni ardenti, per essere poi passati sui tessuti per lisciarli; all’esterno si spruzzava acqua per ottenere del vapore.

In epoca vichinga fecero la loro comparsa i “mangle boards”, ossia assi di legno decorate che erano usate come rulli per stendere i tessuti. Nell’Europa medievale venivano usati “pani di legno” o “pietre lisce” che venivano strofinate sui panni per appiattirli usando solo una forte pressione.ferro da stiro storia mf ia

Ferro a candele interne: anche se pare strano, è esistito. È stato un tentativo fallito, in quanto il calore era insufficiente e alto il rischio di incendi.

Ferri a soffietto: erano piccoli ferri che integravano un soffietto simile a quello del camino, che doveva alimentare la carbonella senza aprire il coperchio. Non ebbero successo e finirono nel dimenticatoio.

Come si vede, non è ancora un vero e proprio ferro da stiro. Dobbiamo arrivare tra il XVI e il XVIII secolo per vedere i primi ferri da stiro riscaldati al fuoco.

Erano ferri in ghisa e avevano una base massiccia che doveva essere riscaldata direttamente sul fuoco o su una stufa. Erano usati a coppia: mentre uno veniva usato, l’altro si riscaldava. Avevano il difetto che il loro peso non era indifferente, infatti variava tra i 2 e i 5 chilogrammi.

Tuttavia, siccome l’inventiva umana non dorme mai, ecco arrivare i ferri a carbonella, dotati di uno sportellino per poter inserire dei carboni ardenti e mantenere il calore il più a lungo possibile. Altra variante erano i ferri “a slug”, che contenevano dei lingotti di metallo caldo intercambiabili.

Ferri a chiave: alcuni ferri dell’Ottocento avevano un serbatoio a carbonella interno con un coperchio chiuso da una chiave, il cui scopo era quello di evitare incidenti domestici.

Ferri con “traposto”: avevano un piccolo scomparto interno per raccogliere la fuliggine, per evitare che cadesse sui tessuti.

Per quanto possa sembrare strano, esistevano i “ferri a ghiaccio” e servivano per stirare tessuti particolarmente delicati – sete e merletti – evitando che le fibre del tessuto si rovinassero.

Ferri per le arricciature, detti “goffering iron”, consistevano in un ferro tubolare riscaldato internamente, il cui scopo era quello di creare pieghe decorative cilindriche su maniche e colletti delle dame vittoriane.

Con l’entrata nel XIX secolo arriva l’invenzione del ferro a gas e a benzina. I primi erano ferri alimentati a gas collegati al tubo del gas domestico, i secondi invece ferri a benzina o cherosene che avevano dei piccoli serbatoi interni. Erano pratici ma avevano il difetto di essere piuttosto pericolosi, vuoi per possibili fughe di gas o per rischio di incendio. Una consuetudine era quella di strofinare la base del ferro con paraffina per renderlo più scorrevole sui tessuti. Intanto, in Europa, si fanno conoscere i primi veri ferri da stiro.

Nel 1882 nasce il primo ferro elettrico, brevettato dall’americano Henry W. Seely, a cui fu dato il nome di “electric flat iron”. Avevano tuttavia alcuni limiti, quali: impiegavano molto a scaldarsi; non avevano termostato, quindi la regolazione della temperatura era difficoltosa; richiedevano impianti elettrici che, in quell’epoca, erano poco diffusi e consumavano tantissima corrente.

Tra il 1925 e il 1950 arrivano il termostato e poi il vapore.

Il primo ferro con termostato, che consentiva di regolare la temperatura, fu costruito dalla tedesca Siemens nel 1926. Sette anni dopo arriva il brevetto, americano, del primo ferro a vapore, che però troverà popolarità solo dagli anni ’50. Il vapore aveva il pregio di rendere la stiratura più rapida ed efficace.

Con il trascorrere del tempo molte sono le innovazioni introdotte:

  • Generatori di vapore con caldaia separata.
  • Sistemi anticalcare e pulizia automatica.
  • Spegnimento automatico per garantire una migliore sicurezza.
  • Suole antiaderenti fatte con alluminio, acciaio inox, ceramica o teflon.
  • Tecnologie intelligenti con sensori che regolano temperatura e vapore automaticamente.

L’evoluzione però non si ferma, infatti i ferri moderni combinano leggerezza, precisione e sicurezza, che si possono trovare nei negozi che ne trattano la vendita.

Curiosità sul ferro da stiro

Nel Settecento alcune lavandaie mettevano erbe aromatiche – lavanda, menta, rosmarino o altro – nei ferri a carbonella. Scaldandosi, si propagava nell’aria un leggero profumo che si trasferiva anche sulla biancheria.

I primi ferri elettrici avevano il difetto che si “incollavano” per colpa dell’elettromagnetismo, che attraeva piccoli oggetti metallici, come spilli, aghi, bottoni. Per le sarte una vera scocciatura.

I ferri pesavano talmente tanto che venivano usati anche per la pressatura dei libri o come fermaporta.

Nella prima metà del Novecento si potevano trovare ferri giocattolo veri, in miniatura e funzionanti elettricamente per bambine. Purtroppo la sicurezza non era tenuta in grande considerazione.

Anche questa “fatica” è arrivata alla fine, spero di aver solleticato la curiosità anche su questo utile attrezzo.

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