Storia del telefono a Milano

telefono anticoOggi siamo ormai abituati al telefono cellulare che gli apparecchi telefonici meno recenti sono ormai considerati parte del passato, eppure anche quegli apparecchi hanno fatto la storia, compresa quella di Milano.

Allora proviamo a ripercorrere questa storia della telefonia che ha visto la nostra città protagonista.
Nel 1876 si svolse l’Esposizione di Filadelfia, il professor Giuseppe Colombo del Politecnico di Milano e due imprenditori milanesi, i fratelli Gerosa, vi parteciparono. Rientrati a Milano, il Colombo presentò una relazione e, sulla base di questa, l’ingegner Marco Maroni, costruì autonomamente il primo telefono italiano. I fratelli Gerosa invece, dopo preventiva licenza Bell, iniziarono a costruire apparecchi telefonici, eseguendo il 30 dicembre 1877, un primo collegamento sperimentale. L’esperimento avvenne a Palazzo Marino, dove era il corpo di guardia dei Pompieri, e la caserma comunale di San Gerolamo, distante circa tre chilometri. Nell’Officina di via Vittoria Colonna, i fratelli Gerosa iniziarono a costruire apparecchi telefonici, generando la Alcatel - Face, una delle società più importanti per la telefonia italiana.
Il quotidiano “ Il Sole” intanto, aveva iniziato a pubblicizzare l’evento, proponendo l’acquisto dell’apparecchio telefonico con relativi costi. Il brevetto esclusivo per l’Italia fu ottenuto dal signor Reynolds, che formò la “ Società Telefonica Italiana”, poi nel 1881, nascono altre due società per l’esercizio pubblico dei telefoni, la “ Italo – Americana”, che aveva sede in via Orefici, e la “ Italiana”, con sede in piazza Filodrammatici.
Tre anni dopo le due società si fusero, dando origine alla “Società Telefonica Lombarda” diretta da uno dei fratelli Gerosa. Quattro erano le centrali di collegamento: in via Orefici, Piazza Filodrammatici, via Sant’Andrea e via Palermo.
Il servizio per il collegamento degli utenti era svolto manualmente da donne, poste davanti a banchi predisposti per l’operazione, ognuno dei quali controllava 50 abbonati. La prima linea interurbana italiana di telefonia pubblica è quella tra Milano e Monza, i cui cavi seguivano il percorso della tramvia allora in essere. Il costo per la conversazione era di 50 centesimi ogni cinque minuti. Milano seppe distinguersi non solo nel campo delle apparecchiature telefoniche ma, grazie alla Pirelli, già leader nel settore dei cavi elettrici e telegrafici, con i suoi stabilimenti milanesi, divenne punto di riferimento industriale italiano nella produzione di cavi telefonici. A un certo punto lo Stato decise di accentrare a se tutte le concessioni date ai privati, e la milanese “Società Telefonica Alta Italia”, subentrata anni prima alla “ Società Telefonica Lombarda”, finirono col diventare statali.
La gestione statale non diede i risultati sperati, così si ritornò a una parziale ri-privatizzazione, mentre lo Stato, tramite l’Azienda di Stato per i Servizi Telefonici, riservò per se la gestione telefonica su grande distanza. Il comparto privato era composto da 64 piccole aziende telefoniche che, dal 1925, furono accorpate in società pluri-regionali; Piemonte e Lombardia divennero “ Società Telefonica Interregionale Piemonte e Lombardia”, ossia la STIPEL. Nel 1923 la Siemens Italiana realizza, a Porta Romana, la prima centrale automatica. Questo comportò che, per le telefonate urbane, gli utenti dovevano comporre da soli, tramite il disco posto sull’apparecchio telefonico, il numero chiamato, all’uopo furono fornite le opportune istruzioni che ne spiegavano la procedura.
A proposito della Stipel, qualcuno ricorderà la possibilità del “ duplex”, creato per il contenimento delle tariffe. Nel 1994 nasce la TELECOM ITALIA, gestore unico del servizio telefonico sino a quando il monopolio è stato scardinato, ed ecco la Wind, Infostrada, Tiscali eccetera. Non è possibile terminare questo breve excursus senza citare le famose cabine telefoniche con relativo gettone.
A Milano fu installata la prima cabina telefonica pubblica, era il 10 febbraio 1952 e fu posta in Piazza San Babila. 

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