Strade, viaggi e viaggiatori nel Medioevo: itinerari, pericoli e pellegrini
Viaggiare o semplicemente camminare è insito nel DNA dell'essere umano da tempo immemorabile, e non è mai venuto meno. Anche nel nostro mondo moderno si percorrono itinerari e strade già percorse e segnate nel tempo e dalla storia, e proprio di queste vi voglio raccontare, ripercorrendo l'epoca medievale.
Le eredità delle strade romane
Ancora oggi dobbiamo una riconoscenza alle vecchie strade romane ancora presenti e percorse. Tra queste si possono distinguere le "vie pubbliche e militari", oppure le cosiddette "vicinali", che erano finanziate dal contributo dei "pagi", ossia da un piccolo nucleo di popolazione legato al termine "pagus", che identificava una contrada o una circoscrizione territoriale. Il termine vicinali, dal latino vicinalis, significa "che serve ai vicini, agli abitanti del vicus", con riferimento a vie di comunicazione.
Vi sono poi strade che possiedono la massicciata sopraelevata, chiamate "agger", termine militare romano, progettate per sopportare la pressione del traffico e provviste di canali laterali di scolo.
Toponimi e nomi delle strade
Già nel Medioevo era possibile distinguere le strade italiane, quelle francesi, spagnole, inglesi. Vi sono ancora oggi toponimi di casali e villaggi che, ad esempio in Inghilterra, contengono il termine "street", mentre in Francia "estrèe" o "strade", in Belgio "straten" e in Italia "strade". Se lungo il percorso vi era una biforcazione, ecco il toponimo "trivium", dal latino "tre vie", mentre dove è presente una curva il nome è quello di "Cambum", col significato di cambio. Le antiche vie del sale hanno mantenuto la denominazione di Salaria.
Col tempo molte strade romane sono state dismesse e abbandonate al lavoro della natura; tuttavia la necessità di percorrerle ha fatto sì che, dove non si è riusciti a un loro recupero, se ne creassero di nuove seguendone il percorso originale.
I fiumi come vie di comunicazione
Dobbiamo precisare che anche i fiumi, nel Medioevo più ricchi di acqua e percorribili con imbarcazioni, fornivano una via percorribile per il trasporto di merci o per gli spostamenti. Basti pensare che nel XII secolo quasi tutte le città delle province padane appaiono in comunicazione con il fiume Po. I fiumi erano solcati con barche a vela o con remi, soprattutto con i "dromones", speciali triremi coperte e sapientemente condotte da esperti "dromonarii". Quando un fiume era in penuria di acqua, le barche venivano trainate da muli o cavalli lungo la riva.
Pericoli e difficoltà del viaggiare
Viaggiare in età medievale era tutt'altro che rapido e non privo di pericoli, soprattutto a causa di briganti che non si facevano troppi scrupoli a rapinare e malmenare i viaggiatori. Nonostante questo, gli uomini decidevano di non restare a casa. Il viaggiare era dovuto principalmente al commercio, ma anche ai pellegrini che intendevano raggiungere le mete simbolo della cristianità.
Al proposito esistono degli schemi topografici su cui si fondano l'Itinerarium Antonini e l'Itinerarium Burdigalense (o Hierosolymitanum), che annoverano varie tappe descrivendo con precisione il lungo viaggio da Bordeaux o da Milano fino a Gerusalemme.
Nel V secolo si hanno relazioni di viaggi, come ad esempio il "De locis sanctis", ottima guida per chi desiderava recarsi in Palestina. Interessanti sono anche i "Mirabilia Urbis Romae" del XII secolo, che costituiscono una sorta di prima guida turistico-religiosa della capitale del cristianesimo.
Pellegrini e mete della cristianità
Dal XII secolo aumentano i viaggiatori chiamati "Romei", provenienti da diverse parti dell'Europa, per visitare la città sede di Pietro, visitando chiese, abbazie e basiliche. Se la città di Roma diviene una delle mete preferite, non meno importanti sono Santiago di Compostela in Spagna, San Michele al Gargano in Puglia, Saint-Michel in Normandia, San Tommaso di Canterbury in Inghilterra e, ovviamente, la terra che ha visto la presenza di Gesù.
Dogane, valichi e frontiere
Va riscontrato che spesso i viaggiatori dovevano superare diverse traversie, come ad esempio quando, dovendo entrare nel Regno Italico attraverso la frontiera denominata "Chiusa di Susa", le guardie poco ben disposte rovistavano tra i bagagli dei forestieri senza tanti complimenti, magari prelevando qualche oggetto per loro interessante. Purtroppo sorgevano numerose dogane dove si esigeva un pedaggio, come ad ogni ponte da attraversare, alle porte della città e ad ogni valico: una situazione piuttosto pesante per ogni viaggiatore, soprattutto per un semplice pellegrino.
Chi viaggiava nel Medioevo
A viaggiare, oltre a persone del popolo, erano anche papi, principi, re, imperatori, ambasciatori, monaci e commercianti, e anche per loro non mancavano le difficoltà e i pericoli, anche se potevano, almeno alcuni, contare su scorte di gente armata. A viaggiare erano però anche eserciti e capitani di ventura, ma questi meritano un discorso a parte, poiché le loro finalità erano tutt'altro che pacifiche.
Un'altra categoria di viaggiatori, ritenuti spericolati e poco affidabili, erano gli attori, i giocolieri, i menestrelli, i circensi, tutti considerati "vitandi" al pari di eretici e indemoniati.
Come si viaggiava
Lo spostamento avveniva, ove le strade lo permettevano, a cavallo o su asino, per poi trasbordare, per chi poteva permetterselo, su carrozza; quando si raggiungevano le montagne si doveva procedere a piedi. Ove vi era la possibilità si usufruiva di imbarcazioni che navigavano lungo i fiumi o sul lago: questo permetteva di abbreviare il percorso e di concedersi un attimo di riposo. I fiumi che più si adattavano al trasporto di viaggiatori erano il Po, l'Adige, il Brenta, l'Arno, il Tevere. I due centri di smistamento maggiormente utilizzati erano Venezia e Pavia.
Non va dimenticato che questi spostamenti avvenivano sempre di giorno, vuoi per la condizione delle strade, vuoi per la scarsa illuminazione e per probabili spiacevoli incontri. Altra difficoltà erano i costi piuttosto alti del viaggio, poiché oltre al fabbisogno personale vi era la necessità di provvedere al cavallo o all'asino, che giustamente avevano le loro esigenze.
Va sicuramente notato che durante questi viaggi si allacciavano conoscenze, amicizie, e magari nascevano nuovi amori: insomma, si socializzava e si condividevano le difficoltà. Ciò che prevale è che l'uomo è un viandante circondato da ignoto e da pericoli che tuttavia egli spera sempre di superare, onde poter fare ritorno a casa.
Domande frequenti
Cos'erano le strade "vicinali" in epoca romana?
Erano strade finanziate dal contributo dei "pagi", piccoli nuclei di popolazione legati a una contrada o circoscrizione territoriale. Il termine deriva dal latino vicinalis, "che serve ai vicini, agli abitanti del vicus".
Perché i fiumi erano importanti per i viaggi medievali?
Nel Medioevo i fiumi erano più ricchi d'acqua e percorribili con imbarcazioni: nel XII secolo quasi tutte le città delle province padane comunicavano attraverso il Po, spesso solcato con i "dromones", speciali triremi coperte.
Chi erano i "Romei"?
Erano i viaggiatori, sempre più numerosi dal XII secolo, che si recavano a Roma da diverse parti d'Europa per visitare la città sede di Pietro, le sue chiese, abbazie e basiliche.
Quali erano le principali mete di pellegrinaggio medievale oltre a Roma?
Santiago di Compostela in Spagna, San Michele al Gargano in Puglia, Saint-Michel in Normandia, San Tommaso di Canterbury in Inghilterra e la Terra Santa.
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