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Emergenza Coronavirus: lettera di un ferroviere tra “Treni e Fantasmi”

trenord binari foto specchiaLe restrizioni alla nostra vita hanno portato conseguenze anche nell'ambito dei trasporti su tutto il territorio nazionale.

In Lombardia sebbene ci sia il blocco quasi totale, alcuni treni continuano a circolare per garantire un servizio minimo, per coloro che nonostante tutto si recano ancora sul posto di lavoro. Vanno avanti con professionalità per farci arrivare puntuali, scontrandosi con tante difficoltà e paure che spesso vengono nascoste dal fischio di un treno.

Un ringraziamento doveroso a tutti ferrovieri della Lombardia che sono ancora sui treni.

Riportiamo di seguito la lettera di un ferroviere

TRENI E FANTASMI

Fin da quando ero un bambino, la parola FANTASMA ha sempre suscitato in me una suggestione di paura, che nel tempo, crescendo, è via via andata a scemare.

treni coronavirusEbbene oggi, purtroppo, mi accorgo che mi sono sbagliato. I FANTASMI ahimè esistono, e sono i seguaci di uno dei mali più inaspettati e terribili di tutti che ha colpito la Lombardia, l’Italia e il mondo, il COVI D-19.

Per colpa di questo nemico invisibile, la paura e la fobia hanno avuto il sopravvento soprattutto per chi come me svolge questo tipo di lavoro, e l’ansia è aumentata quando i viaggiatori venivano sostituiti dai fantasmi, giorno dopo giorno, inizialmente la voglia era quella di mollare il colpo, la domanda era, perché devo mettere la mia persona e quella di miei famigliari a rischio?

Per garantire un servizio non più per le persone ma per i fantasmi?

Bene, la risposta che mi sono dato è questa, BISOGNA CONTINUARE PER POTER RICOMINCIARE, innanzitutto per quelle seppur poche persone, che quotidianamente utilizzano i treni, per poter svolgere il proprio lavoro, dando il loro contributo alla ripresa della normalità del paese, perché la voglia di rivedere i treni pieni di persone e non di fantasmi, di vedere scorrere le varie vite semplicemente nell'incrociare uno sguardo, di scambiare quattro chiacchiere con i pendolari abitudinari, manca tantissimo.

Perché il trasporto pubblico locale, con i suoi pregi e difetti è un qualcosa che appartiene un po' a tutti.

E quando tutto sarà finito, lo sguardo torvo di un pendolare per un ritardo, non farà più così male, il sorriso invece, riempirà ulteriormente di gioia.

Perché la parola che accomuna tutte queste sensazioni sarà VITA, perché la vita scaccia i fantasmi.

#celafaremo.

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