Fase 2 Trasporti, i Pendolari non diventino cavie

treni foto specchiaA pochi giorni dal rientro sul lavoro di una buona percentuale di lavoratori, i trasporti e le problematiche che ne potrebbero derivare sono sotto i riflettori. Questa volta la nota arriva dai consiglieri del gruppo 5 stelle.

Il trasporto pubblico ha visto in questi giorni un dibattito che ha portato ad inserire nel nuovo DPCM del Presidente Conte una serie di precauzioni che le aziende di trasporto dovranno adottare per limitare al minimo le possibilità di contagio.

Oggi, però, il rischio che si corre è quello che si pensi che siano sufficienti queste misure ad evitare il caos dal 4 maggio. Infatti, ad esempio, nei giorni passati abbiamo letto con molta perplessità le dichiarazioni dell’AD di Trenord in cui veniva ipotizzato la possibilità di garantire nella nuova fase solo il 60% delle corse. Una idea incompatibile con le misure di distanziamento sociale che garantiscono la sicurezza dei passeggeri e lavoratori perché un numero di corse ridotto è sinonimo di affollamento. Non dimentichiamo che già prima dell’emergenza coronavirus il trasporto ferroviario regionale era spesso insufficiente e inefficiente.

 

Sistemi come quelli ferroviari o metropolitani hanno delle rigidità e richiederanno grandi sforzi per adeguarsi all’emergenza in corso. In più, le aziende di trasporto hanno come obiettivo avere più passeggeri, mentre oggi invece il tema principale è averne di meno, rendendone difficile la sostenibilità economica del servizio, punto su cui sono stati chiesti precisi impegni al Governo.

 

Quindi è chiaro che oggi un piano complessivo sul come spostarsi in Lombardia non dovrebbe arrivare dalle aziende di trasporto ma dalla Regione, più vicina al territorio ed al cittadino, con una visione che guardi alla “mobilità” a 360° coordinandosi con le varie esigenze dei Territori.

 

Regione avrebbe potuto impegnarsi con un piano urgente per la mobilità dolce, mentre invece pochi giorni fa in Consiglio Regionale ha messo a disposizione 150 milioni di euro per Milano-Serravalle per il completamento di un’opera come Pedemontana, l’ennesima autostrada, da tempo arenata nelle sabbie della cattiva gestione politica. Perché non usare parte di quelle risorse, oltre che per la sanità, anche per mettere in campo subito azioni che garantiscano il diritto alla mobilità unito a quello della tutela della salute?

 

Ad esempio, un piano con - al centro - un mezzo come la bicicletta elettrica, da incentivare al massimo per tutti coloro che fino a prima dell’emergenza utilizzavano mezzi pubblici per brevi/medi spostamenti e nelle aree più congestionate come potrebbe essere Milano ed i territori adiacenti. Un piano che, per coloro che vivono purtroppo in spazi piccoli, condivisi o rumorosi rendendo difficile lo svolgimento dell’attività lavorativa in smart working con Regione Lombardia parte attiva nell’incentivare presso i comuni forme di recupero di locali vuoti, da adibire a spazi di co-working e dotati delle necessarie attrezzature con accesso gestito e disciplinato dalle singole amministrazioni in modo da garantire le adeguate condizioni di sicurezza ed igiene senza dover costringere migliaia di lavoratori a fare lunghi viaggi o contribuire ad affollare mezzi pubblici solo per raggiungere la postazione di lavoro in azienda. Un piano per approfondire le modalità di diffusione del contagio ed i rischi in contesti particolari come quelli in ambito trasporti, ad esempio il treno con finestre sigillate e condizionatore in funzione oppure vaporizzatori delle fermate della metropolitana attivi in estate, con il coinvolgimento di centri di ricerca ed aziende di trasporto.

 

Pensiamo tutte misure urgenti più che mai se si prende in esame ad esempio l’allarme lanciato dalla  Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che nelle ricerche da poco effettuate conclude ipotizzando che “l'RNA del SARS-CoV-2 può essere presente sul particolato in aria ambiente, suggerendo così che, in condizioni di stabilità atmosferica e alte concentrazioni di PM, le micro-goccioline infettate contenenti il coronavirus SARS-CoV-2 possano stabilizzarsi sulle particelle per creare dei cluster col particolato, aumentando la persistenza del virus nell'atmosfera”.

 

Purtroppo, in questi due mesi, non abbiamo avuto notizie sulla strategia di Regione Lombardia in questo campo ed oggi si rischia di essere in ritardo e di vedere i pendolari, che ascolteremo il 30 aprile nella Commissione Trasporti, utilizzati come cavie.

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