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In viaggio dalla periferia al centro, con il senso civico smarrito.

cellulare metro pixabayIn viaggio alla periferia al centro, con il senso civico smarrito.

Qualche anno fa quando ho iniziato a fare il pendolare per raggiungere Milano, affrontavo il viaggio con il mio zaino da lavoro, qualche appunto e un buon libro.

Salivo sul treno, leggevo e ogni tanto alzavo il viso e incrociavo lo sguardo di un pendolare e tra un commento e un altro, iniziava una chiacchierata.

Ogni tanto squillava il cellulare, che con discrezione interrompeva per pochi istanti il nostro parlare.

Sono passati diversi anni e ora in quello zaino, sono aumentati gli appunti di lavoro e non ho più spazio per un libro.

Ho tutto sullo smartphone, che mi accompagna sempre.

E' un compagno di viaggio meraviglioso, perché mi informa, mi diverte, e spesso non mi fa sentire solo perché mi fa connettere con altri pendolari su altri treni.

Ho installato tutte le app possibili delle aziende ferroviarie, e persino twitter per seguire in maniera più rapida gli aggiornamenti.

Un giorno mi trovavo sulla Metro Lilla Milano e ho sentito un annuncio che invitava i passeggeri a lasciare il posto agli anziani sulla metro.

Per chi non lo sapesse Atm ha lanciato la campagna comportamentale nel maggio del 2018 con questo fine "sensibilizzare tutti i passeggeri al rispetto delle regole di convivenza civile e far sì che le buone abitudini aiutino anche a migliorare il servizio offerto da Atm"

Se leggiamo alcuni numeri contenuti nel piano senza Dimora 2017/2018,  il Comune di Milano spendeva 11 milioni di euro nel 2011, fino ad arrivare a 37 milioni di euro attuali. Nel 2018 il capoluogo lombardo contava 7327 posti letti. Numeri che secondo l'assessore al welfare Majorino e fanno la prima città per risorse investite nell'accoglienza.

Nel documento osservatorio 2018 si parla di 241.212 volontari presenti su Milano (il 30% della Lombardia) che ne fanno anche la capitale del volontariato.

A fronte di questo impegno "encomiabile" del Comune e dei volontari, Atm ha lanciato queste "best practice sulla rete metropolitana".

Qualcosa non funziona: abbiamo creato una rete di solidarietà così capillare sul territorio e maturato questo forte senso civico che trova espressione in associazioni e comitati, ma poi Atm deve creare "una campagna mediatica".

Cosa si è rotto nella nostra società? Forse nella nostra vita cadenzata dal lavoro, dalla famiglia e dagli impegni sociali, abbiamo incasellato questi principi in un angolo, in una periferia sporca, che a turno cerchiamo di pulire magari quando abbiamo del tempo, o se riusciamo a trovarlo.

Quella periferia deve essere vissuta, deve colorarsi e splendere di luce propria.

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