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Incidente ferroviario Carnate: lavoratori Trenord professionisti, non lazzaroni

rotaie treno

In relazione all'incidente ferroviario di Carnate del 19 agosto 2020, che ha coinvolto il treno 10776 il Sindacato dell’OR.S.A. prende posizione su quanto accaduto, emettendo un comunicato stampa nel quale invita l’opinione pubblicare ad aspettare l’esito della lettura della Dis (scatola nera) e al conseguente accertamento dei fatti.

Nell'attesa si è  scatenata una campagna mediatica con toni aggressivi ed inutilmente giustizialisti nei confronti di due seri ed onesti lavoratori che stanno vivendo giorni di profonda preoccupazione e disagio per quanto accaduto e che non meritano tanto livore.

Riportiamo il comunicato stampa integrale del 23 agosto.

LAVORATORI PROFESSIONISTI E NON LAZZARONI

La Segreteria OR.S.A. Ferrovie Lombardia, fino ad ora, aveva deciso responsabilmente di non rilasciare dichiarazioni che avrebbero potuto danneggiare i lavoratori coinvolti in questa bruttissima vicenda.

In questi concitati giorni i componenti della Segreteria Regionale ed i Coordinatori del Settore Macchina di OR.S.A. Lombardia hanno lavorato PER e CON il personale coinvolto, senza mai lasciarli soli in questo momento.

Riteniamo dunque assolutamente spregevole l'accanimento mediatico e giornalistico, che, non solo sta dando una propria interpretazione di quanto accaduto, ma sta mettendo alla gogna dei lavoratori coscienziosi e che da sempre svolgono il proprio ruolo con grande professionalità, a differenza di chi fornisce dichiarazioni senza avere contezza degli avvenimenti.

Siamo rammaricati nel dover prendere atto che molte testate giornalistiche si sono lanciate in fantasiose ipotesi prive di alcun fondamento, sulla dinamica del sinistro e relative responsabilità, infangando la credibilità e la professionalità non solo degli sfortunati colleghi ma di una intera categoria, ovvero, di una intera famiglia, gettandoli letteralmente in pasto ai cosiddetti “leoni da tastiera” sui vari social network il tutto per qualche migliaio di like e di copie vendute.

Riteniamo quindi doveroso fare chiarezza rispetto a titoli giustizialisti come ad esempio “Macchinista e capotreno al bar: il treno parte da solo” e alle innumerevoli castronerie tecniche esposte nei trafiletti “il macchinista non ha stazionato il treno, di fatto non ha azionato i freni”.

In primis quindi è necessario chiarire che non è scontato né lampante che le cause dell’incidente di Carnate siano direttamente riconducibili ad errori o inadempienze dei colleghi coinvolti. Questo deve essere chiaro a tutti.

In particolare il macchinista del treno 10776 del 19 agosto 2020 è un lavoratore, come tutti i macchinisti, estremamente serio ed attento, con oltre dieci anni di impeccabile esperienza alla condotta dei treni, con grande professionalità e con lo spirito di servizio che contraddistingue la categoria dei ferrovieri che rappresentiamo con grande orgoglio.

Ciò premesso riteniamo doveroso portare a conoscenza della pubblica opinione che le norme di circolazione ferroviaria (che vengono emanate a seguito di analisi ed autorizzazione dell'Agenzia della sicurezza ferroviaria - ANSF) prevedono che un convoglio ferroviario, appositamente attrezzato, giunto a termine corsa vada posto in stazionamento temporaneo attivando la funzione “PARKING” (PARCHEGGIO). Questa funzione, una volta attivata, permette di allontanarsi dal convoglio. Essa è realizzabile solo se viene frenato completamente il convoglio e se l'impianto ANTINCENDIO è efficiente, altrimenti la sua attivazione fallisce. Per mera informazione aggiungiamo che questa funzione consiste nel disabilitare i comandi di guida mantenendo però attive alcune apparecchiature al fine di garantire una maggiore qualità del servizio sia in termini di affidabilità (mantenimento in carica delle batterie) che di maggior comfort di viaggio della clientela (mantenimento in funzione dell’impianto di aria condizionata), che di sicurezza (mantenendo attivi i compressori e quindi costantemente efficiente l'impianto frenante), in assoluta sicurezza e con la garanzia dell’immobilità del convoglio. In tutta Italia, per inciso, vi sono ogni giorno centinaia di convogli posti in “Parking” per ore senza la custodia costante di personale ferroviario nel pieno rispetto delle normative dell’ANSF.

Abbiamo contezza inoltre che i colleghi, nel momento in cui il convoglio ha iniziato a muoversi, erano legittimamente in pausa/sosta, così come previsto dal loro turno di lavoro, e quindi la loro assenza a bordo del convoglio era prevista ed autorizzata. Pertanto diffidiamo chiunque a speculare su tale circostanza.

Siamo fortemente fiduciosi che gli organi inquirenti, quanto prima, faranno luce su quanto accaduto.

In attesa quindi di conoscere l’esito della lettura del DIS (scatola nera) rivolgiamo un accorato appello, tanto agli organi di informazione quanto alla pubblica opinione ad evitare toni aggressivi ed inutilmente giustizialisti nei confronti di due seri ed onesti lavoratori che stanno vivendo giorni di profonda preoccupazione e disagio per quanto accaduto e che non meritano tanto livore.

Tanto era dovuto a tutela della reputazione dei colleghi cui rivolgiamo la nostra solidarietà ed il nostro totale incondizionato sostegno mettendo a disposizione dei colleghi la competenza e la professionalità dello studio legale con il quale collaboriamo da anni.

Inoltre sottolineiamo che OR.S.A. Lombardia si riserverà di sporgere querela verso coloro che dovessero pubblicamente rilasciare dichiarazioni che possano diffamare e screditare sia il personale coinvolto che l'intera categoria dei ferrovieri dal momento in cui nessuno ancora sa con certezza come si siano svolti gli eventi.

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